
Organizzando un viaggio in Puglia, per la precisione una visita a Trani dovremmo porci delle domande, per esempio: dove alloggiare? Dove mangiare? Ma anche quando visitare Trani e come raggiungere Trani? In quest’articolo ci occupiamo di rispondere al quando e come. In materia dunque di clima diciamo che Trani come la gran parte del territorio costiero delle Puglia presenta un clima temperato con quindi estati decisamente calde e temperature invernali non troppo rigidi, quindi un clima tipicamente mediterraneo, ovviamente prevalentemente umido. Ne conviene che per via del suo essere città sul mare si consiglia di recarsi a visitare Trani d’estate anche perchè le precipitazioni in questa stagione sono assai sporadiche. In alternativa possiamo scegliere di recarci a Trani non in base al clima ma in base alle feste tipiche tranesi quindi potremmo ad esempio scegliere il periodo della Settimana Santa quando si tengono rievocazioni e festeggiamenti.


Il suo nome, molto probabilmente, in Etrusco significa Città Nuova. Genova, al tempo, ovvero 5000 anni prima di Cristo, Kainua, nacque come un avamposto degli Etruschi, dei quali sono stati ritrovati dei manufatti all’interno della città, dal centro alla periferia. Secondo i Romani, la città era consacrata al dio Giano in quanto, proprio come la divinità, Genova ha due facce, dove una si rivolge melanconica verso il mare, mentre l’altra arride verso la pianura. Città multiculturale fin dagli albori, come una località di mare dovrebbe essere, Genova ha una storia gloriosa, fatta di dominio e controllo regionale, rinforzati questi due dalle sue incredibili capacità diplomatiche e dal suo ricchissimo commercio. Rimasta neutrale a guerre, battaglie e fazioni per molti secoli, dovette cedere sotto gli influssi della Rivoluzione Francese prima, delle invasioni di Napoleone dopo. Dopo tal periodo, l’indipendenza non giunse più, dato che con la fine del periodo napoleonico, divennero territorio savoiardo nel Regno di Sardegna, per poi chiaramente annettersi al neonato Regno d’Italia.
Vive lassù, tra i monti e le pianure padane, ma in molti in Italia paiono non sapere nemmeno della sua esistenza. Eppure Lecco è una città con una storia molto ricca e molto importante, avendo origini che risalgono a due millenni prima di Cristo, le quali poggiano le propria radici nella cultura dell’Età del Ferro di Golasecca e nell’arrivo, quattro secoli più tardi, dei Celti dal Nord Europa. Divenne un fortino romano a difesa di Mediolanum (Milano), ma a dir la verità, forse un po’ come oggi, la Repubblica e l’Impero (a fasi alterne) quasi erano all’oscuro della sua esistenza. La sua importanza e la sua fama però aumentarono durante il medioevo, periodo nel quale Lecco divenne una sede fortificata dei Carolingi, fino a che Ottone I non la consegnò di fatto al potere dell’Arcivescovo di Milano. Proprio per questa sua nuova “alleanza”, entrò in una guerra durata ben dieci anni contro i nemici di Milano, la quale portò Lecco ad attaccare quella che diventerà la sua rivale storica, Como, ad assediarla ed infine ad incendiarla. Tradì la città alleata, che in realtà la dominava, alleandosi a Federico II nipote del Barbarossa, ma per questo il capoluogo lombardo la attaccò e distrusse gran parte della città. Purtroppo per Lei, Lecco fu sede di moltissime dominazioni da quel momento in poi, prima fra tutte quella Spagnola e quella Austriaca, ma ritrovò il suo orgoglio partecipando in maniera particolarmente attiva al Risorgimento Italiano, riscuotendo la propria libertà e l’indipendenza dell’Italia che stava per nascere.



