Guida Turistica Trani

Guida Turistica Trani

Trani è un comune pugliese che insieme a Barletta ed Andria costituisce la provincia BT oltre ad essere una bellissima cittadina ricca di storia e luoghi interessanti. La cittadina di Trani si trova sulla costa adriatica nell’antica foce di un fiume che ha dato luogo ad un’insenatura, alle sue spalle si estende una pianura fino ai piedi delle terrazze della Bassa Murgia. La vera caratteristica però del territorio in cui Trani si estende è costituito dalla geologia poichè Trani è famosa anche per la lavorazione della pietra calcarea. Questa morfologia geologica fra l’altro varia in direzione della costa sud dove si trova una conformazione geologica formata da Falesie mentre verso settentrione l’entroterra si fa meno roccioso e più umido a causa della presenza del fiume Ofanto. Da un punto di vista storico l’allora Turenum, Trani, conobbe il suo primo insediamento nel IX sec. da parte dei longobardi a cui si susseguirono i bizantini e divenne nel XI sec. una delle più potenti sedi di vescovado.

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Dove mangiare a Trani

Dove mangiare a Trani

Cucina semplice e sapori genuini: è la gastronomia pugliese. In questo caso ci riferiamo ad una cucina pugliese in particolare ovvero quella tranese. La cucina di Trani nel rispetto della tradizione presenta i sapori tipici pugliesi che si compongono di pane fragrante, profumato olio d’oliva, ortaggi e pescato freschissimi, piccanti peperoncini rossi, aglio sfrigolante e pomodori maturi. Questi sono solo alcuni dei prodotti tipici di Trani. Dunque fra i piatti tipici troviamo le strascenate (un tipo di pasta) con le cime di rape soffritte in olio, aglio e peperoncino e poi il pesce crudo altra specialità che qualcuno crede essere esclusiva del Giappone. Gli amanti della carne non possono non provare gli “gnemerìidde” ovvero spiedini a base di budella d’agnello, un piatto saporitissimo seguito da un dolce come una zeppola oppure da una specialità salata come i taralli accompagnati ovviamente da un bicchiere di Moscato di Trani che si ottiene dall’uva passita quindi un vino molto dolce.

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Guida Turistica Genova

Guida Turistica GenovaIl suo nome, molto probabilmente, in Etrusco significa Città Nuova. Genova, al tempo, ovvero 5000 anni prima di Cristo, Kainua, nacque come un avamposto degli Etruschi, dei quali sono stati ritrovati dei manufatti all’interno della città, dal centro alla periferia. Secondo i Romani, la città era consacrata al dio Giano in quanto, proprio come la divinità, Genova ha due facce, dove una si rivolge melanconica verso il mare, mentre l’altra arride verso la pianura. Città multiculturale fin dagli albori, come una località di mare dovrebbe essere, Genova ha una storia gloriosa, fatta di dominio e controllo regionale, rinforzati questi due dalle sue incredibili capacità diplomatiche e dal suo ricchissimo commercio. Rimasta neutrale a guerre, battaglie e fazioni per molti secoli, dovette cedere sotto gli influssi della Rivoluzione Francese prima, delle invasioni di Napoleone dopo. Dopo tal periodo, l’indipendenza non giunse più, dato che con la fine del periodo napoleonico, divennero territorio savoiardo nel Regno di Sardegna, per poi chiaramente annettersi al neonato Regno d’Italia.

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Guida Turistica Lecco

Guida Turistica LeccoVive lassù, tra i monti e le pianure padane, ma in molti in Italia paiono non sapere nemmeno della sua esistenza. Eppure Lecco è una città con una storia molto ricca e molto importante, avendo origini che risalgono a due millenni prima di Cristo, le quali poggiano le propria radici nella cultura dell’Età del Ferro di Golasecca e nell’arrivo, quattro secoli più tardi, dei Celti dal Nord Europa. Divenne un fortino romano a difesa di Mediolanum (Milano), ma a dir la verità, forse un po’ come oggi, la Repubblica e l’Impero (a fasi alterne) quasi erano all’oscuro della sua esistenza. La sua importanza e la sua fama però aumentarono durante il medioevo, periodo nel quale Lecco divenne una sede fortificata dei Carolingi, fino a che Ottone I non la consegnò di fatto al potere dell’Arcivescovo di Milano. Proprio per questa sua nuova “alleanza”, entrò in una guerra durata ben dieci anni contro i nemici di Milano, la quale portò Lecco ad attaccare quella che diventerà la sua rivale storica, Como, ad assediarla ed infine ad incendiarla. Tradì la città alleata, che in realtà la dominava, alleandosi a Federico II nipote del Barbarossa, ma per questo il capoluogo lombardo la attaccò e distrusse gran parte della città. Purtroppo per Lei, Lecco fu sede di moltissime dominazioni da quel momento in poi, prima fra tutte quella Spagnola e quella Austriaca, ma ritrovò il suo orgoglio partecipando in maniera particolarmente attiva al Risorgimento Italiano, riscuotendo la propria libertà e l’indipendenza dell’Italia che stava per nascere.

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Cosa vedere a Barletta

Cosa vedere a Barletta

Trovandoci a visitare Barletta ci sono dei luoghi d’interesse che non dovremmo assolutamente perderci, si tratta in generale di una bellissima città molto interessante con tantissimi monumenti antichi che testimoniano il ricco passato di eventi significativi che hanno contribuito allo sviluppo della città che oggi noi visitiamo. Fra i luoghi interessanti di Barletta che non dovreste perdervi citiamo il Colosso ovviamente, uno dei suoi monumenti principali e più famosi, trattasi di una statua di bronzo alta circa cinque metri del IV secolo d.C. Proseguiamo con la Cattedrale di Santa Maria Maggiore costruita nel 1140. Da non perdere il Castello Svevo del 1259 che fu dimora dei Manfredi. Un luogo decisamente suggestivo è il Porto, da non perdere. Inoltre fra le cose da vedere a Barletta troviamo: il Palazzo della Marra risalente al quattrocento di cui ammiriamo il portale decorato ed il Museo civico Giuseppe De Nittis dedicato al celebre pittore e che aveva sede nell’ex convento di San Domenico.

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Come e quando andare a Barletta

Come e quando andare a Barletta

Mettiamo di dover organizzare un viaggio a Barletta fra i quesiti che dobbiamo fronteggiare in questa fase troviamo: cosa vedere, perchè occorre stilare un itinerario prima di partire in modo da risparmiare tempo una volta giunti a destinazione e poi per poter scegliere l‘hotel di Barletta più vicino ai luoghi d’interesse che vogliamo vedere. In primis però effettivamente occorre decidere quando andare a Barletta perchè l’itinerario dipende anche dal periodo in cui decidiamo di organizzare la nostra vacanza. C’è da dire che in linea di massima Barletta presenta un clima mite tipicamente mediterraneo caratteristico della fascia costiera adriatica meridionale, quindi gli inverni non sono eccessivamente freddi e le estati calde, la neve cade raramente anche le precipitazioni non sono frequenti. Si consiglia ovviamente di recarsi a Barletta in estate per godere a pieno delle spiagge, del sole ma anche della stessa città. Perciò non scordate di mettere in valigia le infradito e la crema solare. Poi naturalmente non è necessario scegliere il periodo per visitare Barletta in base al clima perchè si possono scegliere anche le feste tipiche come le sagre e le rievocazioni o le fiere.

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Benessere Barletta

Benessere Barletta

Prima di partire in vacanza occorre stabilire un obiettivo che sia di linea guida per il soggiorno nella località da noi prescelta. Per cosa si va in vacanza? Se si tratta di una località di mare senza dubbio per godere dello scenario marino quindi per prendere il sole e magari praticare degli sport acquatici, oppure può essere una vacanza a scopo culturale quindi occorre tracciare un itinerario dei luoghi più belli e più interessanti da visitare con i musei, i monumenti e le chiese che ci attraggono o infine scegliere una vacanza di benessere. La vacanza di benessere a Barletta si compone di splendide spiagge e paesaggi marini ma anche di meravigliosi luoghi naturali nell’entroterra che sono fonte di relax ma anche mete interessanti per gite e passeggiate e poi naturalmente ci sono i centri benessere dove si può usufruire di tecnologie all’avanguardia tramite le quali rigenerarsi nel corpo e nello spirito concedendosi del vero relax e l’opportunità di ritrovare l’armonia e l’equilibrio perduti.

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Come e quando andare ad Andria

Come e quando andare ad Andria

Valigie pronte? Un momento, dove state andando? Se la vostra meta è l‘Andria città pugliese di meraviglie storiche e culturali, dovreste dare uno sguardo attento alla vostra valigia. Dato che il clima è mediterraneo il periodo migliore per visitare Andria è decisamente l’estate o la primavera poichè si può godere appieno della natura ma anche delle bellezze della città, in inverno le temperature non sono molto rigide tuttavia si può essere colti alla sprovvista da qualche temporale improvviso. Dunque non possiamo dimenticare in valigia l’attrezzatura per il mare, il costume, la crema solare e le infradito o in alternativa un paio di scarpe comode per le escursioni nella natura, in particolare nel Parco dell’Alta Murgia. Naturalmente una vacanza ad Andria può essere anche scelta in base alle feste tradizionali di Andria ed i suoi eventi come ad esempio il Festival internazionale Castel dei Mondi che si svolge fra agosto e settembre. O la Fiera D’Aprile che dal 1438 celebra il ritrovamento delle ossa di San Riccardo o ancora il Festival Suoni Dal Mediterraneo. Infine è da vedere il Carnevale di Andria.

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Dove mangiare ad Andria

Dove mangiare ad Andria

Naturalmente trovandoci in viaggio ad Andria come in qualsiasi altra meta sarà nostra preoccupazione il dove alloggiare e dove mangiare ad Andria. Come di consueto si consiglia di scegliere un locale tipico dove si cucini cibo caratteristico, naturalmente non mancano le pizzerie ed i locali consueti ma l’ideale per chi vuole gustare la cucina tradizionale sono le taverne, i ristoranti caratteristici e gli agriturismi ovviamente dove il cibo viene direttamente prodotto da chi lo cucina quindi tutto genuino e assolutamente ottimo. Quali sono questi piatti tipici di Andria dunque assolutamente da assaggiare, vi starete chiedendo, occorre prima di entrare nell’argomento citare le materie prime ovvero i prodotti tipici di questa terra che sono alla base di tutte le specialità. Fondamentalmente la terra ed il mare sono le principali risorse quindi abbiamo molti legumi, ortaggi quindi cima di rapa al cavolo verde, cardo, peperoni, melanzane, carciofi, fagioli, ceci, lenticchie, cicerchie e fave e poi naturalmente il pesce e i frutti di mare oltre ai crostacei.

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Cosa vedere ad Andria

Cosa vedere ad Andria

Visitando Andria ci sono naturalmente dei luoghi d’interesse (monumenti, chiese e musei) imperdibili, assolutamente da vedere. Naturalmente l‘attrazione principale di Andria è il suo centro storico pieno di vicoli monumenti ed antiche abitazioni. Fra le cose da vedere ad Andria non possiamo non citare Castel del Monte edificato nel XIII secolo da Federico II di Svevia, la fortificazione simbolo della Puglia e della città dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Da non perdere anche il Palazzo Comunale edificato dopo il ritorno di Federico II dalla sesta Crociata e che fu dichiarato sede comunale nel 1813 con un decreto di Gioacchino Napoleone Murat, segue l’Arco di Federico II risalente al XI secolo, edificato quindi sotto il dominio dei Normanni. Proseguiamo questo tour dei monumenti di Andria citando la Torre dell’Orologio costruita all’epoca di Francesco II del Balzo ed il Palazzo Ducale residenza edificata nel XVI secolo e ancora il Forte di Porta Castello del XI secolo.

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