Viaggio tra le 8 vodka migliori al mondo

Una selezione speciale di 8 vodka ineguagliabili da poter assaporare in occasioni particolari che, grazie a questo piccolo lusso, assumeranno un valore ancora più importante. Qual è il primo criterio di selezione per una buona vodka? Stando agli intenditori, deve scivolare giù e non avere un forte ritorno di sapore mentre una “cattiva” si fa notare subito per il suo gusto estremamente forte ed è impossibile da bere in un colpo solo.

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Da sempre la vodka è legata al popolo e un tempo invece disprezzata dai ceti più altolocati. Oggi è un piccolo lusso che viene apprezzato soprattutto in occasioni speciali in compagnia. Ma come orientarsi tra i diversi  tipi di marca? Ecco una selezione di quelle migliori con alcune importanti caratteristiche.

Absolut vodka. La marca svedese è indubbiamente tra le più famose al mondo. Venduta in ben 126 Paesi del mondo, è la regina tra i giovani e nelle discoteche. Viene prodotta con frumento e acqua del sud della Svezia di colore bianco trasparente, ha un gusto corposo ed equilibrato, può essere degustata da sola o come base per i cocktail grazie ai suoi 40° alcolici.

Skyy vodka. Si tratta della quinta vodka premium al mondo e fa parte del gruppo Campari. Il grano  con il  quale viene prodotta proviene dall’America, con aggiunta di acqua filtrata. Raggiunge elevate qualità e morbidezza tramite una quadrupla distillazione e una tripla filtrazione. La Skyy Vodka ha un sapore pulito e neutro, con 40% di gradazione alcolica, disponibile anche in varianti aromatizzate, perfetta per i cocktail.

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Il Riso, un ingrediente salvavita del pianeta

A cosa pensate quando sentite la parola riso? Pochi pensano all’atto del sorridere, moltissimi ad un cremoso risotto all’italiana, alcuni all’alimento base di milioni di persone. Se si ama il viaggio deve per forza amarsi anche il riso, eviteremo senz’altro la morte per inedia! Abbiamo detto che molti di noi italiani pensano al riso come ingrediente di base accompagnato da tanti altri che gli forniscono sapore. Questo non è esattamente il posto che il riso occupa nell’alimentazione dei nostri simili in Asia, Africa e moltissime zone del Sud America in cui il riso è spesso lasciato bianco e usato come condimento.

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Il tema del cibo è tornato di grandissima attualità dopo i successi dell’Expo di Milano: l’idea di nutrire un pianeta passa senz’altro per questo cereale, umile ma pieno di sapore, versatilità e potere nutritivo. In effetti fu proprio nel sud est asiatico che iniziò la coltivazione di questo prezioso cereale quasi 7000 anni fa e arrivò in Europa nel VIII secolo d.C. e solo molto tempo più tardi in America del nord e del sud.

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Le origini del cioccolato

Oramai è presente in tutte o quasi le dispense delle cucine italiane: stiamo parlando del cioccolato, uno degli ingredienti principali di molte ricette “dolci”. Si tratta di un protagonista assoluto per svoltare una serata, e per rendere indimenticabile una festa: basti pensare alle mitiche fontane di cioccolato sfruttate per fare colpo sugli amici alla fine delle feste 18 anni Roma o dei matrimoni. Ma conoscete la sua origine? E soprattutto, quello che mangiamo è completamente composto di cioccolato naturale?

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Nascita del cioccolato

La nascita del cioccolato come alimento risale ai tempi dei Maya: infatti nel 600 a.C. questa popolazione faceva largo uso del cioccolato sotto forma di bevanda. Era un alimento prezioso infatti veniva utilizzato anche come merce di scambio. Grazie alla scoperta dell’America, il cioccolato arriva anche in Europa. I primi ad utilizzarlo furono gli spagnoli, ed arrivò così anche in Italia che a quei tempi era colonia spagnola.

Il cioccolato come lo conosciamo noi deriva dalla lavorazione di cacao e burro di cacao. Infatti dalla raffinatura dei semi di cacao essiccati si ottiene una parte solida, in polvere (il cacao appunto) ed una parte grassa (il burro di cacao). Dalla miscela di questi due nasce il cioccolato fondente, cui viene aggiunto solo lo zucchero. Il cioccolato al latte è caratterizzato dalla presenza del latte in polvere mentre il cioccolato bianco dall’assenza… del cacao! Infatti nel cioccolato bianco non abbiamo cacao, ma solo burro di cacao… I diversi tipi di cioccolato si lavorano bene a diverse temperatura: mentre per il cioccolato bianco e a latte sono sufficienti temperature di circa 29°, il cioccolato fondente viene lavorato bene a 31°.

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Un viaggio enogastronomico sospesi tra terra e mare

Se stai pensando di regalare alla tua dolce metà un’esperienza indimenticabile ma non sai dove andare, perché non prendi in considerazione l’idea di un viaggio o una gita nell’azienda vinicola Crespaia? Situata in una location spettacolare, sia dal punto di vista naturale che dal punto di vista paesaggistico, l’azienda si trova nel Comune di Fano, in provincia di Pesaro – Urbino, e rappresenta un fiore all’occhiello dell’offerta turistica ed enogastronomica delle Marche. Tra terre coltivate a vigneto (in tutto cinque ettari) e prodotti di prima qualità sotto il profilo culinario, questa potrebbe essere l’occasione perfetta per entrare definitivamente nel cuore di chi ami.

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E, a quel punto, potrai brindare con dell’ottimo vino, naturalmente prodotto da Crespaia. Qui hanno origine, infatti, due etichette tanto preziose quanto apprezzate: il Bianchello del Metauro DOC, che è un bianco, e il Colli Pesaresi Sangiovese DOC, che invece è un rosso. Il primo sa farsi amare sin dal primo contatto grazie al suo sapore armonico, al suo profumo soave e alla sua freschezza; il secondo, invece, si contraddistingue per il carattere piacevolmente tannico e per le note fruttate. Entrambi, però, sono simboli ed esempi della qualità dei prodotti dell’azienda vinicola Crespaia: non solo perché realizzati con grappoli d’uva raccolti a mano e posizionati in piccole cassette, ma soprattutto perché imbottigliati in bottiglie chiuse con tappi a vite e leggere, così da mantenere intatte tutte le loro caratteristiche aromatiche.

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Un viaggio enologico alla scoperta dei vini DOCG del territorio di Canelli

Il marchio DOCG viene attribuito solo ai vini di particolare pregio qualitativo che hanno ormai raggiunto una fama incredibile anche al di fuori dei confini nazionali. Ovviamente questi vini per poter ottenere il marchio devono superare a pieni voti molti test e controlli. Si tratta di vini quindi di ottima qualità e di vini sicuri al cento per cento. Sono proprio le aziende produttrici di questi vini ad essere prese di mira dal turismo enologico, un ramo del turismo che in questi ultimi anni sta riscuotendo un grande successo. Il turismo enologico parte proprio dal vino, dalle cantine e dalle degustazioni per andare alla scoperta di alcuni dei territori più belli del nostro Bel Paese, un modo diverso dal solito di viaggiare, un modo senza dubbio ricco di gusto e di piacere.

http://www.regioniitaliane.net/moscato-dolcezza-qualita.html

Tra le zone italiane più interessanti per il turismo enologico dobbiamo ricordare Canelli, situato nel sud del Piemonte. Canelli e vino è un binomio ormai famoso in ogni angolo del mondo, un luogo questo infatti in cui nascono numerosi vini bianchi italiani DOCG, tutti dalle uve moscato bianco che sono ormai parte integrante del panorama di questo territorio. Le uve moscato bianco sono facilmente riconoscibili per il loro colore, un colore giallo dorato che le differenzia infatti da tutte le altre uve disponibili. Queste uve sono sottoposte a spremitura soffice e il mosto così creato viene fatto fermentare a basse temperature, in questo modo l’integrità dell’uva rimane intatta ed è possibile dare vita a vini pregiati e di altissimo livello. Il moscato è conosciuto in ogni angolo del mondo, è amato perchè fortemente aromatico e  frizzante. Le bollicine sono infatti un elemento oggi importante per i vini che possono così aiutare coloro che li portano in tavola a creare dei momenti leggeri e spensierati da vivere con immenso piacere.

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Prodotti tipici Avellino

Prodotti tipici Avellino

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Qual è la particolarità della gastronomia avellinese? Che si compone di prodotti tipici provenienti dalla tradizione agricola, quindi prodotti provenienti dalla terra o dall’allevamento bovino ed ovino. In parole povere? In parole povere i prodotti tipici di Avellino si compongono di tartufi neri di Bagnoli Irpino, di funghi che crescono abbondanti nei rigogliosi boschi che compongono gran parte del paesaggio avellinese, poi i vini come il Taurasi, il Greco di Tufo, il Fiano di Avellino, l’Aglianico, i formaggi il Carmasciano, il pane di Montecalvo e Calitri, le castagne di Montella, l’olio d’oliva di Villamaina, il torrone di Dentecane e naturalmente le nocciole. Ma la lista è davvero lunga difatti proseguiamo con il miele irpino, la soppressata di Mugnano del Cardinale e di Rocca San Felice ed infine il liquore di Serino. Ci addentriamo adesso in un vero e proprio tipico menù di Avellino per comprenderne meglio i piatti iniziamo con il citare qualche elemento tipico di questa cucina, nel caso della pasta ad esempio troviamo i paccheri, le orecchiette, i fusilli, i cavati, i cauzoni (o ravioli).

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Prodotti tipici di Asti

Prodotti tipici di Asti

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Fra le attrazioni di Asti non può certamente mancare la gastronomia che si basa sui prodotti tpici di Asti, un esempio? La mostarda ma non una qualsiasi: la mostarda d’uva astigiana, trattasi di mosto d’uva cotto che si produce solitamente nel periodo della vendemmia. Poi abbiamo lo zabaione che è un liquore tipico di qui e che si prepara con tuorli d’uovo e zucchero, segue il miele astigiano di varie fioriture e poi abbiamo il riso che come vedremmo viene cucinato in tanti modi diversi, lo spumante d’Asti, come non citarlo ed il Brus o burro e poi i formaggi filanti anch’essi la base di molti piatti tipici d’Asti. Nella categoria della pasta oltre al già citato riso inseriamo anche gli agnolotti. Non è finita perchè seguono le verdure il Cardo Avorio di Isola d’Asti, la cipolla bionda astigiana e poi abbiamo il tartufo bianco il principe dei prodotti tipici. Passiamo ai vini, i caratteristici sono: il Dolcetto e il Grignolino d’Asti oltre al Barbera e il Cortese del Monferrato, ma se siete di palato fino allora apprezzerete la Malvasia di Casorzo e il Loazzolo passito.

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Prodotti tipici di Ancona

Prodotti tipici Ancona

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Se dunque trovandoci in vacanza ad Ancona ma anche soltanto di passaggio perchè non concederci qualche delizioso piatto di cucina tipica? Se siete in giro per l’Italia per sperimentare un tour gastronomico i sapori tipici di Ancona non possono non costituire una delle tappe più importanti che potete inserire nel vostro itinerario. Dunque approfittando di una visita ad Ancona non possiamo tra un monumento e l’altro non concederci un piatto tipico. I piatti tipici locali per tradizione comprendono lo stoccafisso che qui si cucina con una cottura lenta insieme ad aromi e patate e poi abbiamo le cozze o “moscioli” come vengono chiamate nel dialetto anconetano: questi due prodotti tipici d’Ancona sono alla base di molte feste e di molte tradizioni del luogo. Per l’appunto i frutti di mare costituiscono ad esempio la base degli antipasti, stilando un ipotetico tipico menù anconatiano, fra questi troviamo: i piedi di pellicano, i tartufi di mare e i bombetti in porchetta dove per porchetta s’intende la preparazione con aglio, pomodoro e finocchietto selvatico.

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Prodotti Tipici Ascoli

Prodotti Tipici di Ascoli Piceno

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Scegliendo di andare a visitare Ascoli non possiamo mancare almeno un menù tradizionale ovvero contenente i piatti tipici di Ascoli Piceno. Uno lo conosciamo bene perchè si è diffuso un po’ ovunque, si tratta delle olive all’ascolana facenti parte della tradizione del fritto misto molto popolare da queste parti (c’è anche una sagra in merito), questo fritto si compone per l’appunto di: olive verdi ripiene di carne, costolette di agnello, carciofi e crema. Tutto rigorosamente fritto certo. La gastronomia ascolana inoltre è famosa per i suoi dolci come il frustingo fatto di fichi secchi, noci, mandorle e canditi e poi le castagnole all’anisetta (il liquore all’anice), la pizza dolce (zuppa inglese), la cicerchiata ed i ravioli ripieni di castagne o castagnaccio che qui son detti Piconi.

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Prodotti tipici Aosta

Prodotti tipici Aosta

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Decidendo di concederci una vacanza ad Aosta non possiamo non pensare all’aspetto gastronomico con cui dovremmo fronteggiarci  Paese che vai gastronomia che trovi e ad Aosta rimarrete piacevolmente sorpresi dagli incredibili sapori e dai piatti prelibati che vi verranno proposti. I capi saldi della cucina d’Aosta sono i salumi iniziamo col dire, anche se in realtà la carne di per sè è il punto di forza della gastronomia di Aosta. Fra i piatti tipici dunque abbiamo la motzetta o moccetta, che è un tipo di salume fatto con carne bovina o di cavallo (oppure di camoscio) che viene essiccata e lavorata con gli aromi, sempre in tema di carne fra i piatti tipici d’Aosta vi è lo stambecco molto apprezzato, da cui si ricavano ottime salsicce. Molto pregiato è lo jambon de Bosses un prosciutto crudo artigianale molto ricercato ed anche il Lardo di Arnad lavorato con la salamoia e con le spezie e lasciato stagionare a lungo.

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