Manca davvero poco ai giorni di relax, alla vacanza che attendiamo con ansia durante l’anno. Le scuole chiudono, gli uffici anche e si possono passare giorni all’insegna del dolce far nulla. E’ tempo però di decidere cosa fare per l’estate: mare o montagna è sempre una delle domande che ci inonda di dubbi amletici. Oggi vi consigliamo una regione, l’Abruzzo che può rispondere a tutte le vostre esigenze. Scegliere infatti un agriturismo in Abruzzo può voler dire scegliere una passeggiata in montagna un giorno e un pranzo in riva la mare il giorno dopo. Può voler dire ottimo cibo, aria fresca e pura di montagna e sole caldo che abbronza la nostra pelle. In pochi chilometri c’è tutto quello che stiamo cercando. Mare e montagna e il nostro dubbio amletico si è sciolto in pochi istanti.
Vacanze Estate Crotone
L’estate di Crotone si anima di eventi eccezionali e di un cartellone molto vario. Non servirà spostarsi perché la maggior parte di essi vedranno come scenario la Villa Comunale. Riuscito è ogni anno il tentativo di valorizzare artisti e feste locali per un trionfo totale delle tradizioni di questi luoghi. La cornice non potrebbe essere più particolare e suggestiva di quella che la Villa Comunale sa offrire. La villa è non solo una sede, non solo un luogo ma un vero e proprio perno attorno al quale gira e si muove la vita cittadina. Palcoscenico di grandi eventi estivi, merita di essere vissuta ed ammirata dai crotonesi e da tutti gli ospiti che decideranno di trascorrervi le loro vacanze. Crotone con i suoi 61.000 abitanti ha uno stretto legame con il mare e, in particolare, ai naviganti greci. Interessanti le tante leggende che circolano sulla fondazione di questa città e che rappresentano racconti mitologici molto avvincenti. Crotone ha diverse particolarità e luoghi d’interesse.
Vacanze in Sardegna

La credenza vuole che sia l’impronta del piede di Dio, la tradizione dice che fu abitata dai giganti nei tempi antichi di cui fra l’altro sarebbero state rinvenute le prove, di quest’esistenza, riti antichi serpeggiano fra i resti delle civiltà del passato ma che ancora oggi si tramandano, si vocifera di case abitate dalle fate, si possono visitare le tombe imponenti, ogni città è uno scrigno di curiosità e tesori, ma dove siamo? In Sardegna naturalmente. La famosissima isola italiana che per lo più è nota per i suoi favolosi paesaggi marini sempre meta dei personaggi famosi. Ed il fascino di questa terra si compone sì delle splendide spiagge di cui è orlata ma anche dell’entroterra con così tante meraviglie da farvi girare la testa, da farvi credere che potrebbe essere l’isola che non c’è di Peter Pan. Quando si può visitare la Sardegna? La parte meridionale tutto l’anno poichè la temperatura è generalmente mite mentre per il centro-nord è consigliabile il periodo estivo. Ma cosa c’è da vedere in Sardegna in sostanza? Partiamo ovviamente dalle spiagge sarde quindi le spiagge di Villasimius e di Costa Rei o Torre delle Stelle in provincia di Cagliari, la spiaggia di Chia con le famose dune di sabbia e il litorali di Teulada nel profondo sud della Sardegna.
Settimo Torinese
Il giro turistico, almeno virtuale, di Settimo Torinese (47.000 abitanti circa) inizia dalla spettacolare Torre di Settimo. Questa Torre è l’ultima parte di un più imponente castello, raso al suolo durante le guerre del 1500 tra Francia ed Austria. Secondo gli storici, il castello nasce nel Medioevo, alla fine del 300, sfruttando una fortezza già esistente. Suo scopo, difendere il centro abitato e soprattutto presidiare la “via publica peregrinorum et mercatorum” (strada pubblica dei pellegrini e dei mercanti), l’arteria di traffico commerciale e religiosa che collegava la Pianura Padana a Torino ed all’Europa. Al massimo dello splendore, il Castello di Settimo comprendeva la parte strettamente militare ed il ricetto, struttura abitativa-fortificata dove accogliere gli abitanti delle case vicine in caso di assedio prolungata. Nell’Ottocento, la torre (unica parte rimasta) diventa proprietà di nobili torinesi.
Guida Turistica Asti

[one_third last=”no”]
[arrowlist]
- Introduzione
- Storia e cultura
- Come e quando andare
- Dove mangiare
- Dove dormire
- Cosa visitare
- Itinerari
- Benessere
- Prodotti Tipici
[/arrowlist]
[/one_third]
Asti si trova adagiata in una conca, in una zona collinare situata fra il fiume Tanaro e il Monferrato settentrionale precisamente in Piemonte. Originariamente, in epoca romana venne denominata Hasta Pompeiana fu ducato longobardo ma anche centro d’importanti attività commerciali che portarono ad allacciare alleanze e comunicazioni con l’Europa. Se ne deduce che tutto ciò abbia notevolmente arricchito Asti facendone un centro culturale non indifferente. Perchè scegliere una vacanza ad Asti? Per gli scenari naturali davvero incantevoli ma anche per il fascino della storia e della cultura quindi dei monumenti di Asti, ne citiamo alcuni: la Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Gottardo di fattura gotica, la chiesa di San Secondo, la basilica di Asti, la cripta di Sant’Anastasio, l’anfiteatro romano e poi la Torre Rossa una delle più integre che sia sopravvissuta agli anni poichè un tempo ve ne erano numerose difatti Asti era soprannominata anche Città delle cento torri.
Costumi di Carnevale

Le maschere in Italia nei festeggiamenti carnevaleschi hanno preso piede per motivi diversi ma hanno tutte la stessa connotazione umoristica e burlesca. Alcune delle maschere tipiche italiane hanno avuto origine dalla tradizione comica teatrale come nel caso del servo buffo o sciocco o del padrone ricco o della servetta civettuola. La maschera più nota è quella di Arlecchino che impersona il servo furbo e debutta in teatro con un vestito a pezze multicolori ed il tipico accento bergamasco. A questa figura si affianca solitamente la bella servetta Colombina civettuola, sua fidanzata. Fra le altre maschere più note abbiamo il napoletano Pulcinella, il servo sciocco e pigro, vestito di bianco con una maschera nera che gli copre il viso per metà. Fra le altre maschere italiane troviamo Balanzone, il dottore bolognese, indossa: toga nera, colletto e polsini bianchi, gran cappello, giubba e mantello. Un’altra maschera popolare è Brighella, il compare di Arlecchino, un tipo dal carattere attaccabrighe, insolente e dispettoso che indossa un completo di giacca e pantaloni bianchi ornati di rifiniture verdi con maschera e cappello neri. Fra le maschere veneziane più note abbiamo anche Pantalone ovvero il vecchio mercante avaro il cui costume si costituisce di pantofole, lunga camicia rossa e soprabito grigio sgualcito con relativa maschera rossa a mezzo volto. Poi abbiamo il gioviale Gianduja amante del buon vino e del buon cibo. Un’altra maschera tradizionale, stavolta fiorentina, è Stenterello con il naso prominente, è un personaggio impulsivo, pauroso, pettegolo, dalla risposta pronta ma mai arrogante. Quindi aggiungiamo anche Meneghino, una maschera lombarda raffigurante un servitore rozzo ma di buon senso. Infine citiamo Rugantino, maschera romana, arrogante e strafottente ma in fin dei conti un bravo ragazzo e Scaramuccia, un’altra maschera di origine campana, che indossa giubba corta a righe nere e grigie scure, colletto bianco alla Stuarda, calzoni sono a meta’ ginocchio con lunghe calze e scarpe nere e a punta; è il classico spaccone scansafatiche.
Carnevale di Rio de Janeiro

E’ uno dei carnevali più famosi d’Italia, che si festeggia quaranta giorni prima di pasqua per festeggiare l’inizio della quaresima e quindi salutare i piaceri che si lasciano: è il Carnevale di Rio de Janeiro. Questo carnevale ha origine nel XIX secolo ed assume i tratti dei tipici festeggiamenti carnevaleschi dell’Europa solo in seguito assumeranno connotazioni tipiche del luogo: quindi inizialmente si hanno balli mascherati e lanci di limoni profumati contro le case delle ragazze dopodichè si passa ai lanci di liquidi e farina, si passa poi ai balli in stile Parigi per arrivare alle sfilate per i blocos o quartieri. La popolazione suddivisa al suo interno per casta o etnia comincia ad allestire rappresentazioni pittoresche. Hanno così origine le cordões ovvero gruppi di uomini che sfilano per le strade ballando e cantando, c’è da dire che ogni quartiere esibisce i suoi gruppi che vanno sempre più distinguendosi nelle movenze e nei costumi.
Carnevale di Venezia

Da sempre il Carnevale di Venezia è un evento che affascina ed attrae moltissimi curiosi soprattutto per la curiosità che evocano le sue maschere. Di questo carnevale si trovano citazioni nel Doge Vitale Falier del 1094, documentazione molto importante per ricostruirne l’origine. Si suppone in merito che fosse una festività concessa al popolo dalla Serenissima per concedere uno sprazzo di divertimento prima dei rigori della quaresima ma anche per attenuare gli scontri sociali difatti le mascherate ed i costumi garantendo l’anonimato autorizzavano la derisione della nobiltà e dell’autorità con la scusante della burla carnevalesca. La maschera trasformava la persona che assumeva le sembianze e gli atteggiamenti del personaggio d’ispirazione celando la vera identità ragion per cui ci si salutava anche solo con un Buongiorno signora maschera incontrandosi per le strade.
Carnevale di Viareggio

Riscuote sempre un grande successo il Carnevale di Viareggio che insieme a quello di Rio e di Venezia è fra i più famosi del mondo. L’attrazione principale di questo carnevale ovviamente sono i carri allegorici che filano lungo la passeggiata a mare viareggina. Come nel caso dei costumi di Venezia anche qui più che un festeggiamento carnevalesco è una vera e propria esibizione artistica, chi ha visto almeno una volta un carro carnevalesco dal vivo, a Viareggio ma anche magari a Putignano o a Paternopoli, sa di che lavoro imponente e d’impegnativo si tratti, tali carri vengono allestiti per tutta l’estate e l’inverno poichè la preparazione ed il montaggio è lungo e solitamente sono realizzati in cartapesta. Il carnevale di Viareggio ha origine nel 1837 ma non per motivi di festa come negli altri casi bensì per una protesta dei borghesi contro le troppe tasse, da qui hanno il via le sfilate in costume ogni anno con la successiva aggiunta dei carri.
Cosa vedere ad Ancona – i musei

[one_third last=”no”]
[arrowlist]
- Introduzione
- Storia e cultura
- Come e quando andare
- Dove mangiare
- Dove dormire
- Cosa visitare
- Itinerari
- Le spiagge
- I musei
- Prodotti Tipici
[/arrowlist]
[/one_third]
Fra le attrazioni di Ancona più interessanti troviamo anche i musei che potrete includere nel vostro itinerario dei luoghi più interessanti da visitare se siete amanti del genere. Sono numerosi, i musei ad Ancona perciò non avete che l’imbarazzo della scelta sono anche fra l’altro un ottimo luogo per tutta la famiglia visto che alcuni interessano grandi e piccoli. Sono un modo per tramandare le testimonianze del passato, per trasmettere l’arte e la conoscenza ma anche per ricostruire la storia di questa città come di quelle che li ospitano. Dunque nella lista delle cose da vedere ad Ancona dovremmo includere pinacoteche, musei e mostre. Partiamo con la Pinacoteca civica Francesco Podesti che si trova all’interno di palazzo Bosdari (via Pizzecolli) dal 1973, vi sono esposte varie opere artistiche di autori come: Francesco Podesti, di Carlo da Camerino, Arcangelo di Cola e Andrea Lilli ma anche di autori del calibro del Tiziano Vecellio, del Lotto e del Crivelli. Un’ala del museo a parte è stata adibita all’esposizione delle opere d’arte moderna e di artisti contemporanei. Gran parte delle opere in generale che potete ammirare qui sono una donazione da parte del Podesti.