Guida turistica Torremaggiore

Torremaggiore è un comune italiano della provincia di Foggia, in Puglia un territorio caratterizzato dal clima mediterraneo, con inverni freddi e estati molto calde; dopo la costruzione della diga di Occhito avvenuta negli anni ’60, il tasso di umidità generando la comparsa di nebbia. Questa zona è spesso battuta da venti molto forti. Il passato di Torremaggiore è legato al Monastero Terrae Maioris e al borgo medievale di Castel Fiorentino; i cui ruderi si trovano nei pressi della strada provinciale San Severo-Castelnuovo della Daunia a circa 10 km dalla cittadina.

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La città anticamente fu un antico borgo bizantino di frontiera, soggetto ai normanni, poi agli svevi e in ultimo agli angioini; in questi luoghi soggiornò l’imperatore Federico II, e lì deceduto nella sua residenza nel 1250. Nel 1255 invece il borgo fu attaccato dalle truppe di papa Alessandro IV, nemico degli Svevi.

Il popolo vittima di guerriglie e assedi fu decimato, i superstiti di Fiorentino e Dragonara, unitamente agli abitanti del casale abbaziale di Terra Maggiore si riunirono fondando cosi la cittadina di Torremaggiore che prende il suo nome dalla torre normanna che tuttora costituisce il nucleo più antico del Castello Ducale.

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Viaggio a Roma per capodanno 2017

La ricorrenza di Capodanno costituisce l’occasione ideale per  festeggiare in modo speciale e originale l’inizio del nuovo anno, insieme al proprio partner. Se quindi avete voglia di stupire la persona che avete accanto, allora non vi resta che renderla felice con una vacanza romantica che prevede un bellissimo viaggio a Roma per Capodanno 2017.   … Leggi tutto

Festeggiare il capodanno del 2017 a Roma

Manca così poco all’ultima notte dell’anno che sulla rete non poteva mancare il sito che ci illustra e consiglia tante idee per festeggiare il Capodanno Roma 2017. È finalmente online capodannoroma2017.it, la guida virtuale che ci tiene costantemente aggiornati su tutti gli eventi in programma a Roma per la mitica notte di San Silvestro. È un sito completo e di facile navigazione nel quale vengono pubblicate tutte le feste organizzate nei migliori locali di Roma che sono suddivisi in sezioni, quindi discoteche, ville, ristoranti, parchi e teatri.

capodanno 2016 a Roma

Il sito è un prezioso alleato per trovare sulla rete, in modo semplice e veloce, la situazione e la location ideale per trascorrere una notte di capodanno a Roma indimenticabile. Ogni singolo evento viene descritto nei minimi particolari, per cui sul sito troverete il programma, le caratteristiche della location, un’ampia fotogallery, per avere un’idea più precisa di quello che vi aspetta, i prezzi e tutti i contatti utili per acquistare le prevendite ufficiali. Il sito è visualizzabile anche da tablet o smartphone, quindi avrete la possibilità di organizzare comodamente il vostro capodanno ovunque vi troviate.

Accedendo direttamente dal sito è anche possibile acquistare, attraverso il circuito sicuro PayPal, il ticket per partecipate all’evento che avete scelto. Se invece preferite farlo di persona, basterà recarvi presso uno dei punti vendita dedicati, situati a Roma Eur e Roma nord.

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Viaggio tra le 8 vodka migliori al mondo

Una selezione speciale di 8 vodka ineguagliabili da poter assaporare in occasioni particolari che, grazie a questo piccolo lusso, assumeranno un valore ancora più importante. Qual è il primo criterio di selezione per una buona vodka? Stando agli intenditori, deve scivolare giù e non avere un forte ritorno di sapore mentre una “cattiva” si fa notare subito per il suo gusto estremamente forte ed è impossibile da bere in un colpo solo.

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Da sempre la vodka è legata al popolo e un tempo invece disprezzata dai ceti più altolocati. Oggi è un piccolo lusso che viene apprezzato soprattutto in occasioni speciali in compagnia. Ma come orientarsi tra i diversi  tipi di marca? Ecco una selezione di quelle migliori con alcune importanti caratteristiche.

Absolut vodka. La marca svedese è indubbiamente tra le più famose al mondo. Venduta in ben 126 Paesi del mondo, è la regina tra i giovani e nelle discoteche. Viene prodotta con frumento e acqua del sud della Svezia di colore bianco trasparente, ha un gusto corposo ed equilibrato, può essere degustata da sola o come base per i cocktail grazie ai suoi 40° alcolici.

Skyy vodka. Si tratta della quinta vodka premium al mondo e fa parte del gruppo Campari. Il grano  con il  quale viene prodotta proviene dall’America, con aggiunta di acqua filtrata. Raggiunge elevate qualità e morbidezza tramite una quadrupla distillazione e una tripla filtrazione. La Skyy Vodka ha un sapore pulito e neutro, con 40% di gradazione alcolica, disponibile anche in varianti aromatizzate, perfetta per i cocktail.

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Requisiti morali e professionali per diventare amministratore di condominio

La figura dell’amministratore di condominio Torino è sempre stata molto discussa perché spesso vi è la remora ad affidare tale incarico a terzi soggetti, estranei al condominio stesso, ma oggi la figura del condomino amministratore è sempre più residuale visti i limiti previsti per legge. In particolare è po ssibile nominare amministratore di condominio tra inquilini/proprietari che non abbia i requisiti per svolgere professionalmente tale attività solo nel caso in cui siano presenti meno di 8 condomini, in caso contrario vige l’obbligo di dare l’incarico ad un professionista. L’incarico può essere conferito a persone fisiche società, in quest’ultimo caso i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori della società e da tutti coloro che materialmente per la società svolgono la professione, ovvero i dipendenti.

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La disciplina a cui sono sottoposti gli amministratori di condominio Torino sono stabiliti nella legge 220 del dicembre 2012 e dalla legge 4 del 2013. In base a tale normativa non è necessario essere iscritti in un apposito albo per poter svolgere tale professione, ma è necessario avere determinate caratteristiche. I requisiti possono essere divisi in due parti: requisiti morali e requisiti professionali. Ecco i requisiti necessari.

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Serie A, 6ª giornata. Il Crotone a caccia di punti contro l’Atalanta

Torna la serie A dopo il turno infrasettimanale e il Crotone è chiamato a superare in fretta la batosta di Roma. I rossoblu sono usciti esce dall’Olimpico con una sconfitta prevedibile, anche se in tanti speravano con un risultato diverso. La differenza con la Roma è stata notevole sotto tutti i punti di vista: tecnico, tattico e atletico. Ma la salvezza non si costruisce con le grandi: se il Crotone vorrà salvarsi dovrà iniziare a vincere partite come quella di lunedì prossimo in casa contro l’Atalanta.

Ma forse il problema è proprio questo: la squadra calabrese non ha ancora giocato una vera partita in casa, anche perché Pescara è troppo lontana e non c’è la possibilità di riempire lo stadio con i tifosi di casa che diano la spinta necessaria. Aspettare però di tornare a giocare allo Scida sarebbe controproduttivo. Fallite le occasioni contro Empoli e Palermo, con l’Atalanta, anche senza il proprio pubblico, servono i tre punti.

Crotone

Dall’altro lato gli orobici sono in crisi di risultati, come rislatano anche gli esperti di quote di scommesse sul calcio di questa web, e reduci dalla sconfitta interna contro il Palermo nel turno infrasettimanale. Per Gasperini un risultato negativo significherebbe esonero con Prandelli pronto a subentrare.

La squadra di Nicola recupera Trotta e Dusenne ma non Rosi, fermo ancora ai box. L’ex tecnico di Bari e Livorno dovrebbe tornare al suo 3-4-3 con Trotta e Falcinelli che dovrebbero essere schierati insieme in attacco, accanto (o magari davanti) a Palladino.

Nelle altre partite della sesta giornata, è già sfida a distanza tra Napoli e Juventus con l’Inter che si presenta come outsider. I partenopei ospitano la sorpresa Chievo con il quale divide la seconda piazza in classifica. La Juventus invece fa visita al nuovo Palermo di De Zerbi che sembra già un’altra squadra rispetto al passato. Anche l’Inter ha un turno agevole, con il Bologna che arriva a San Siro reduce dalla bella vittoria interna contro la Sampdoria.

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Lodovico Griffa e il laicismo di Pier Franco Quaglieni

LAICO, NON LAICISTA

Poiché non stiamo facendo una commemorazione, né dobbiamo elencare ad uno ad uno i meriti del professor Pier Franco Quaglieni ed i successi non tanto suoi, quanto – direbbe lui nella sua modestia – del Centro che dirige, quasi fossimo per procedere ad una nomination per il premio Oscar alla carriera, io vorrei soffermarmi non su singoli episodi – che pur sarebbero tanti – della sua pluridecennale attività, o sulle singole sue doti di studioso e di uomo, che altri con maggior autorevolezza di me potrà attestare, quanto su un aspetto più generale e, apparentemente, meno concreto della sua opera. Il professor Quaglieni ha messo a disposizione del Centro la sua cultura, la sua infaticabilità, il suo entusiasmo, il suo lavoro disinteressato, ma, soprattutto, ha saputo trasmettere a tutti coloro che attorno a lui hanno operato ed operano il vero senso della libertà e – merito maggiore – della tolleranza.

Figura 1Il prof. Quaglieni alla consegna del Premio “Pannunzio” a Gianpaolo Pansa
Figura 1 Il prof. Quaglieni alla consegna del Premio “Pannunzio” a Gianpaolo Pansa

In un’epoca in cui ancora troppo spesso il laicismo è praticamente inteso come “dogmatismo laico”, Quaglieni, senza strombazzature ma con fermezza, ha predicato ed ha saputo trasmettere a tanti lo spirito del vero laicismo, che è affermazione della dignità del pensiero e della ragione umana nei campi in cui essa può agire, che è rispetto e tolleranza per il pensiero degli altri, che è vera humanitas nel senso classico del termine. Della sua cultura e del suo laicismo Quaglieni non si è mai fatto scala per sollevarsi sugli altri, non lo ha mai considerato una superiorità spirituale, non ha mai identificato automaticamente il pensiero laico con la miscredenza, con la supponenza mentale, con il compatimento per chi è su posizioni culturali diverse dalle proprie.

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Dante Notaristefano e l’amicizia con Pier Franco Quaglieni

Il ricordo costante per le vittime del terrorismo

Se ben ricordo, dovrebbe risalire ai primi anni Settanta la conoscenza di Pier Franco Quaglieni che iniziai ad acquisire attraverso la sua attività al Centro Studi “Mario Pannunzio” e la lettura di alcuni suoi pregevoli scritti. Fu una vera sorpresa scoprire un giovane che era stato, con Arrigo Olivetti e Mario Soldati, tra i fondatori del Centro, del quale gli era stata affidata la direzione esercitata in modo tale da divenirne poi di fatto l’animatore. Docente, giornalista, saggista, aveva messo a disposizione la sua particolare preparazione e le sue doti di organizzatore promuovendo iniziative, convegni, studi e scritti finalizzati a fare cultura.

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A mio giudizio, sarà stato anche merito suo se un personaggio come Giovanni Spadolini, quando ne ebbe l’occasione, poté scrivere: «Il Centro “Pannunzio” è qualcosa di più di un grande centro italiano di cultura, è il simbolo stesso della civiltà laica, liberale e democratica del nostro Paese fondata sulla ragione e sulla tolleranza». Continuai a seguire con particolare interesse quanto la cronaca e la pubblicistica riferivano sul Centro “Pannunzio”, trovando sempre maggiore consonanza con le idee e le espressioni manifestate da Quaglieni e con le sue chiare, precise e coraggiose prese di posizione su argomenti culturali e sociali che non mancavano di coinvolgermi.

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Saloni del Libro: questo matrimonio non s’ha da fare!

Sembra di sentire la voce di Don Rodrigo, con tono deciso e di comando, dietro al tanto auspicato matrimonio tra Milano e Torino per un’unica manifestazione del Salone del Libro. I ministri Dario Franceschini (Beni culturali) e Stefania Giannini (Istruzione) si augurano che si raggiunga presto un armistizio tra le parti e di creare una manifestazione capace di valorizzare entrambe le location, ma per ora le due città continuano a correre su binari paralleli.

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Il sindaco del capoluogo del Piemonte, Chiara Appendino (non certo debole come Don Abbondio), non digerisce l’ipotesi che si faccia una sorta di festival culturale a Torino e a Milano la vera e propria fiera del libro. A sostenerla ci sono gli “Amici del Salone Internazionale del Libro”: più o meno settanta editori a difesa della terza manifestazione più importante d’Europa, dopo Londra e Francoforte.

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Le Aquile di Carlo V: breve storia del Catanzaro calcio

Era il maggio del 1923 quando i giocatori catanzaresi dello “Scalfaro” riuscirono ad imporsi per 2 a 1 sul Cosenza in una partita indimenticabile per tutta la Calabria. Poco importava se durante il viaggio verso la città cosentina uno dei due camion su cui viaggiavano i calciatori si ruppe, costringendo i giocatori a raggiungere l’impianto sportivo a piedi.

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La prima società professionistica della città fu costituita nel 1927 con il nome di Unione Sportiva Catanzarese, nata dalla fusione tra “Scalfaro” e la “Giulio Braccini”. I colori scelti per le divise furono sin dagli inizi il giallo e il rosso coincidenti con quelli comunali, uniti allo stemma dell’aquila imperiale: in ricordo dell’aquila donata da Carlo V alla Città di Catanzaro.

Significativa l’annata 32/33 in cui la Catanzarese raggiunse al prima storica promozione in serie B. Da qui in poi la società attraversò un periodo “ascensore” fra B e C e gravi difficoltà economiche portarono la squadra a disputare un campionato regionale fino alla sospensione nel ’39, in seguito allo scoppio della guerra.

Alla fine del conflitto, nel 1945 la società ricompare sui campi di calcio con il nome di “Unione Sportiva Catanzaro”. Ma sarà il 1958 l’anno più importante per la società. La svolta Ceravolo.

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