La Calabria insegue la Sicilia nella corsa ai Prediciottesimi

Lo stretto di Messina, che separa la Sicilia dalla Calabria e il mar Tirreno dallo Ionio, è largo appena 3,2 chilometri nel suo tratto più breve. Non sorprende allora che non ci sia voluto molto, in termini di tempo, affinché la mania dei prediciottesimi, i video di ragazzi e ragazze realizzati da fotografi professionisti e proiettati durante la festa per il raggiungimento della loro maggiore età, attraversasse questa piccola distanza e dall’isola sicula prendesse piede nella penisola.

Rispetto ai primi filmati comparsi anni fa sulla popolare piattaforma Youtube, quasi tutti ambientati in Sicilia e soprattutto nelle zone di Catania e Palermo, oggi i video di prediciottesimi made in Calabria sono infatti cresciuti a dismisura, e fanno registrare numeri incredibili per quanto riguarda le visualizzazioni.

In realtà, da fenomeno mediatico degli anni passati, finito al centro dell’attenzione mediatica al punto che non solo la rete La5 ne ha mandato in onda una mini serie, ma anche che molti dei giovani protagonisti dei video (soprattutto ragazze) sono state ospitati in trasmissioni sulle principali reti nazionali, oggi fare un prediciottesimo è diventata una pratica assolutamente normale. Come spesso accade nel nostro paese, infatti, spesso si sollevano polveroni per qualcosa che è solo nuovo rispetto al passato, e quando la tempesta passa, quella cosa finisce persino nel dimenticatoio.

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Requisiti morali e professionali per diventare amministratore di condominio

La figura dell’amministratore di condominio Torino è sempre stata molto discussa perché spesso vi è la remora ad affidare tale incarico a terzi soggetti, estranei al condominio stesso, ma oggi la figura del condomino amministratore è sempre più residuale visti i limiti previsti per legge. In particolare è po ssibile nominare amministratore di condominio tra inquilini/proprietari che non abbia i requisiti per svolgere professionalmente tale attività solo nel caso in cui siano presenti meno di 8 condomini, in caso contrario vige l’obbligo di dare l’incarico ad un professionista. L’incarico può essere conferito a persone fisiche società, in quest’ultimo caso i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori della società e da tutti coloro che materialmente per la società svolgono la professione, ovvero i dipendenti.

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La disciplina a cui sono sottoposti gli amministratori di condominio Torino sono stabiliti nella legge 220 del dicembre 2012 e dalla legge 4 del 2013. In base a tale normativa non è necessario essere iscritti in un apposito albo per poter svolgere tale professione, ma è necessario avere determinate caratteristiche. I requisiti possono essere divisi in due parti: requisiti morali e requisiti professionali. Ecco i requisiti necessari.

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Lodovico Griffa e il laicismo di Pier Franco Quaglieni

LAICO, NON LAICISTA

Poiché non stiamo facendo una commemorazione, né dobbiamo elencare ad uno ad uno i meriti del professor Pier Franco Quaglieni ed i successi non tanto suoi, quanto – direbbe lui nella sua modestia – del Centro che dirige, quasi fossimo per procedere ad una nomination per il premio Oscar alla carriera, io vorrei soffermarmi non su singoli episodi – che pur sarebbero tanti – della sua pluridecennale attività, o sulle singole sue doti di studioso e di uomo, che altri con maggior autorevolezza di me potrà attestare, quanto su un aspetto più generale e, apparentemente, meno concreto della sua opera. Il professor Quaglieni ha messo a disposizione del Centro la sua cultura, la sua infaticabilità, il suo entusiasmo, il suo lavoro disinteressato, ma, soprattutto, ha saputo trasmettere a tutti coloro che attorno a lui hanno operato ed operano il vero senso della libertà e – merito maggiore – della tolleranza.

Figura 1Il prof. Quaglieni alla consegna del Premio “Pannunzio” a Gianpaolo Pansa
Figura 1 Il prof. Quaglieni alla consegna del Premio “Pannunzio” a Gianpaolo Pansa

In un’epoca in cui ancora troppo spesso il laicismo è praticamente inteso come “dogmatismo laico”, Quaglieni, senza strombazzature ma con fermezza, ha predicato ed ha saputo trasmettere a tanti lo spirito del vero laicismo, che è affermazione della dignità del pensiero e della ragione umana nei campi in cui essa può agire, che è rispetto e tolleranza per il pensiero degli altri, che è vera humanitas nel senso classico del termine. Della sua cultura e del suo laicismo Quaglieni non si è mai fatto scala per sollevarsi sugli altri, non lo ha mai considerato una superiorità spirituale, non ha mai identificato automaticamente il pensiero laico con la miscredenza, con la supponenza mentale, con il compatimento per chi è su posizioni culturali diverse dalle proprie.

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Dante Notaristefano e l’amicizia con Pier Franco Quaglieni

Il ricordo costante per le vittime del terrorismo

Se ben ricordo, dovrebbe risalire ai primi anni Settanta la conoscenza di Pier Franco Quaglieni che iniziai ad acquisire attraverso la sua attività al Centro Studi “Mario Pannunzio” e la lettura di alcuni suoi pregevoli scritti. Fu una vera sorpresa scoprire un giovane che era stato, con Arrigo Olivetti e Mario Soldati, tra i fondatori del Centro, del quale gli era stata affidata la direzione esercitata in modo tale da divenirne poi di fatto l’animatore. Docente, giornalista, saggista, aveva messo a disposizione la sua particolare preparazione e le sue doti di organizzatore promuovendo iniziative, convegni, studi e scritti finalizzati a fare cultura.

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A mio giudizio, sarà stato anche merito suo se un personaggio come Giovanni Spadolini, quando ne ebbe l’occasione, poté scrivere: «Il Centro “Pannunzio” è qualcosa di più di un grande centro italiano di cultura, è il simbolo stesso della civiltà laica, liberale e democratica del nostro Paese fondata sulla ragione e sulla tolleranza». Continuai a seguire con particolare interesse quanto la cronaca e la pubblicistica riferivano sul Centro “Pannunzio”, trovando sempre maggiore consonanza con le idee e le espressioni manifestate da Quaglieni e con le sue chiare, precise e coraggiose prese di posizione su argomenti culturali e sociali che non mancavano di coinvolgermi.

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Referendum in Calabria: un buco nell’acqua

Il 17 Aprile del 2016 si è svolto in Italia il sedicesimo quesito referendario della storia. Anche se in 9 occasioni si è raggiunto il quorum, in questa occasione la fatidica soglia del 50% degli aventi diritto più uno, non è arrivata. Se il dato nazionale dell’affluenza si è assestato sul bassissimo 31,4%, i risultati specifici della regione Calabria sono ancora più sconcertanti. E già, perchè il territorio calabrese, come pure quello campano, hanno l’aggravante di avere centinaia di chilometri di costa. Se da un lato, la scarsa affluenza alle urne, per i 3 quesiti referendari sulle trivellazioni marine, è in parte giustificabile per regioni come il Trentino Alto Adige, che non possiedono alcuna località balneare, da disaffezione dimostrata dai cittadini calabresi è disarmante.

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Da una  regione bagnata da Tirreno e Jonio, con oltre 780 chilometri di costa ci aspettavamo una maggiore sensibilità della popolazione verso la difesa della risorsa marina. Eppure soltanto il 26,69% è andato a votare e poco importa se oltre il 93% di questi elettori ha espresso la propria preferenza verso il Sì e quindi verso un ridimensionamento dell’utilizzo delle stazioni per la ricerca di idrocarburi oltre le 12 miglia. La Calabria ha perso e con lei l’idea di un cambiamento reale delle politiche regionali in favore dell’ambiente.

Ancora più significativo è come il colpo più pesante di questa disfatta passi per il capoluogo Reggio Calabria. Nella città in cui si incontrano mar Jonio e Tirreno, nella sede culturale in cui sono custoditi i magnifici bronzi di Riace, è andato a votare per il referendum abrogativo sulle trivelle appena il 22,2% dei residenti. Un dato che ha reso ancora più palese il disinnamoramento dei cultori del peperoncino verso la politica.

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In Piemonte solo l’attività dei Compro Oro non conosce crisi

In Piemonte solo l'attività dei Compro OroSembra incredibile ma è proprio così: sembra che nella regione Piemonte le uniche attività a non conoscere flessione nei fatturati siano proprio quelli che riescono a trarre vantaggio dalla crisi che da diversi anni attraversa non solo la regione ma l’intera penisola italiana. Stiamo parlando dei negozi compro oro. Infatti la grave crisi che ha colpito le famiglie italiane ha portato, in alcuni casi a situazioni davvero gravi. Innanzitutto le famiglie sono state colpite dalla crisi del lavoro che ha portato, spesso, a non avere in famiglia una entrata stabile che possa far fronte alla rata del mutuo o alle classiche spese correnti familiari.
Certo nei primi anni di crisi si è dato fondo ai risparmi e alla rete di aiuto familiare ma certamente questo prolungarsi della crisi sta stremando le famiglie. Quando si arriva in casi di grave mancanza di liquidità spesso in famiglia si arrivano a vendere i preziosi di famiglia e in particolar modo l’oro. Infatti in tempi di crisi questo metallo prezioso diventa molto appetibile come bene rifugio. La gente che investiva in borsa in genere passava al mattone ma con questa crisi che ha colpito gravemente il settore gli investitori stanno alla larga da questo mercato.

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Le truffe nelle assicurazioni, Crotone quarta in Italia

Le truffe nelle assicurazioniIl mondo delle truffe non conosce limite, forse è anche un pò nel dna degli italiani, la capacità di trovare soluzioni creative a cose che sono di tutti i giorni o per meglio dire la capacità di essere furbi a danno del prossimo. Per questo motivo l’Italia è un paese unico nel suo genere, nel dna di ogni italiano medio c’è un po’ di astuzia che magari viene fuori nei momenti meno opportuni, questa è una caratteristica che possiamo dire innata in questo popolo. Il fatto che venga fuori in certi momenti e in determinati frangenti può avere anche una valenza positiva, parliamo di tutte quelle volte nelle quali magari una soluzione alternativa a problemi presenti tutti i giorni può portare un vantaggio. In questi casi il talento italiano è importante, fa la differenza tra una soluzione ordinaria a un problema che affrontiamo tutti i giorni e una soluzione più mirata a un certo problema, da questo punto di vista gli italiani sono unici nel loro genere.

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Giallo sulla scomparsa di Masciari

Sembra scomparso nel nulla il testimone di giustizia Pino Masciari, ex imprenditore edile di Catanzaro, del quale non si hanno più notizie da ieri mattina. Masciari, vive nel Torinese con la sua famiglia, si trovava in questi giorni in Calabria, dove è stato accolto a Corigliano Calabro e poi a Cosenza, per parlare di mafie e legalità in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. Durante il suo intervento a Corigliano, il cui comune è stato sciolto lo scorso giugno per infiltrazione mafiosa, Masciari avrebbe denunciato la mancanza della presenza delle autorità locali. A denunciare la scomparsa di Masciari è stata la moglie che ha fatto sapere: “L’ultima volta che gli ho parlato, ieri mattina, mi è sembrato preoccupato”. Pino Masciari, 53 anni, dal 1997 è diventato testimone di giustizia dopo aver denunciato le collusioni tra ‘ndrangheta e politica, incastrando la rete della ‘ndrangheta vibonese.

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La Procura di Cosenza indaga sulla morte della donna all’Annunziata

Un nuovo, presunto, caso di malasanità si sarebbe registrato in questi giorni in Calabria. Una donna, M.C. di 40 anni, è morta nella notte del 23 maggio, nel reparto di psichiatria dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Non si sa ancora con certezza quali possano essere le cause del decesso. I familiari hanno sporto una denuncia formale, per fare luce sul decesso lamentando possibili negligenze. Sul tavolo del procuratore capo di Cosenza, Dario Granieri, è arrivato stamane l’esposto presentato dai familiari, si è così aperta un’inchiesta sul caso per accertare la verità e verificare se ci siano state eventuali responsabilità nella morte della paziente, ed in tal caso perseguire i diretti responsabili. Dopo l’apertura dell’inchiesta da parte del procuratore si sono avviate le indagini, che hanno visto come primo atto l’acquisizione della cartella clinica della paziente deceduta e la disposizione dell’autopsia che sarà effettuata quanto prima, dopo che verrà affidato l’incarico ad un medico legale.

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Anche la Commissione del Consiglio regionale ricorderà Falcone

Anche la regione Calabria, nei prossimi giorni, ricorderà la figura del giudice  Giovanni Falcone con una serie di iniziative a livello territoriale. Tra i diversi appuntamenti pianificati, vi figura anche l’incontro della seduta della Commissione del Consiglio della Regione indetta per testimoniare la presa di posizione contro la ‘ndrangheta. Infatti, i lavori della seduta si apriranno con il ricordo del giudice Giovanni Falcone, in occasione del ventennale della strage di Capaci. La riunione della Commissione del Consiglio regionale della Calabria, convocata dal presidente Salvatore Magarò, per il 23 maggio alle ore 14.30 nella sala Giuditta Levato di Palazzo Campanella a Reggio Calabria, offrirà la possibilità di far sentire il dissenso di un’intera regione nei confronti delle associazioni criminali di stampo mafioso. Durante l’incontro interverrà, inoltre, il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico.

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