Limone Piemonte

Le spiagge di Agrigento

Limone PiemontePer molti, Limone Piemonte (1500 abitanti circa) è solo la città dello sci, sorta di centro valido solo per la vacanze invernali dei ricchi. In realtà, Limone è una cittadina a tutto tondo, dalla storia completa e dalle diverse offerte per il visitatore. La città nasce come collegamento tra il Piemonte e l’entroterra italico e la costa ligure e francese, con i suoi grandi centri vacanzieri come Nizza. Riguardo al nome, vi è una piccola controversia. Per alcuni, deriva dal greco Leimon, cioè pascolo, a ricordare i prati sfruttati fin dall’antichità. Per la maggioranza degli storici nasce invece dall’antico dialetto provenzale, con l’espressione li mount, cioè i monti. Proprio la presenza dei montanari ha dato vita ai 15 edifici religiosi: parrocchie, chiese ed abbazie, simboli del legame tra uomo, Dio e la montagna.

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Agriturismo Piemonte

Agriturismo PiemonteIl Piemonte è regione che unisce numerosi ambienti. La pianura, con le file di alberi ed i grandi prati. Le colline, dove gli antichi boschi vanno fianco a fianco con i vigneti ed i frutteti. La montagna, con i piccoli paesini e le alte vette. I laghi, dove è possibile pescare, andare in barca e godere dei piatti di pesce. Con tale varierà, non sorprende come il Piemonte sia sede di numerosi agriturismi, capaci di attirare il visitatore con diverse possibilità. La prima, ovviamente, è il soggiorno. Questo può svolgersi in una camera moderna, completamente ammobiliata, dotata di tutti i comfort tecnologici, dalla TV satellitare al frigobar. Detto questo, la maggior parte delle persone vuole un’esperienza rurale, e soggiornare così in vecchi cascinali, fienili, antichi cottage. In questo modo, il visitatore esce dal punto di vista del cittadino per entrare in quello del “campagnolo”, con il benessere staccato dal high-tech.

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Cinelandia Asti

Cinelandia AstiChi ama il cinema, deve andare a Cinelandia Asti: le sale uniscono la visione delle pellicole più attese con un ambiente moderno e confortevole. I suoi locali si trovano in Corso Alessandria, in una zona centrale della città, facilmente raggiungibile con mezzi pubblici e privati. Una volta individuato il posto, riconoscibile per l’insegna luminosa e la moderna facciata a vetri, si può andare subito a vedere il film desiderato, godendo del meglio della tecnologia attuale: 8 sale di visione, di cui capaci di permettere la visione 3D. Oppure, ristorarsi nella apposita sala, tra panini, bibite ed altro. Cinelandia Asti è poi presente anche su Internet.

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Trecate

Il territorio piemontese è abitato dalla preistoria, come testimoniano i numerosi reperti. Detto questo, l’origine vera e propria di Trecate (20.000 abitanti circa) è databile intorno al 840 dopo Cristo. E’ in quella data che un documento del vescovo Adalgiso che, per la prima volta, cita il borgo di Tercade come struttura autonoma dalla vicina Tortona. Tra i monumenti di Trecate spicca Villa Cicogna. Questa è costruita sul luogo di un antico castello di cui oggi non rimane traccia fisica, ma nella parlata locale che chiama l’edificio con il nome di castello. Villa Cicogna nasce nel ‘700, per volere del Casato dei Cicogna (da qui il nome) che rispettano pienamente le regole dell’edilizia nobiliare dell’epoca, che uniscono praticità ed eleganza. Si ha così un corpo centrale con due ali accessorie, ma senza i cortili interni.

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Orbassano

Al centro di Orbassano (22.600 abitanti circa), nel moderno parco Gay di Quarto, si trova il Monumento ai Caduti. La storia del monumento inizia nel 1924 quando, per onorare i soldati locali morti nella I° Guerra Mondiale, i notabili locali costituirono uno speciale Comitato. Presieduto dall’ingegner De Benedetti, che curò anche la progettazione generale, il Comitato raccolse i soldi. Tali fondi vennero usato per reperire il granito dalle cave di Pella (Novara) ed il bronzo necessario, poi scolpito dall’artista Brunner. Il Monumento fu inaugurato il 4 novembre 1925. Orbassano è città dalla profonda vita religiosa, dove l’attività del clero va a fianco a quella dei fedeli laici. Nasce così la Confraternita dello Spirito Santo, che prende vita nel Medievo come Fraternita, di laici che praticano fede, pietà e carità. Aldilà del valore artistico, la Confraternita è amata dai locali, sia per l’armonia della sue forme che per il suo ruolo di testimone del passato, della “vecchia Orbassano” e dei suoi valori tradizionali.

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Parco Nazionale d’Abruzzo

Il Parco Nazionale d’Abruzzo vanta un doppio, importante primato. Da un lato è il più antico Parco italiano, testimone dell’amore della patria per l’ambiente. Dall’altro, i risultati visibili, con le sue terre popolate da specie una volta considerate quasi estinte, come il lupo e l’orso. Storicamente, il primo nucleo del Parco può essere individuato nelle riserve di caccia della famiglia Spatari. Proprietari terrieri, gli Spatari usarono tutto il loro denaro e la loro influenza (dovuta anche alla parentela con il filosofo Croce) per la creazione di un’area protetta, compresa tra i comuni di Opi e Castellafiume. La zona riceve determinate tutele dai vari governi d’Italia, dai Savoia fino alla Repubblica. Camminando oggi per il Parco, si nota subito le quattro catene montuose, fisicamente separate ma considerate tutte parti dei Monti Marsicani.

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Rivoli

Le bellezze di Rivoli (49.000 abitanti circa) sono legate alla sua natura di luogo di villeggiatura e residenza per i casati legati alla corte sabauda. Ecco così la Casa del Conte Verde, nata alla fine del XVI secolo per essere abitazione di Amedeo VI di Savoia, chiamato appunto Conte Verde per il colore più diffuso dei suoi vestiti. Ben conservata, la Casa mostra la struttura mista (luogo abitativo-luogo di lavoro) tipica del periodo. Così, al primo piano è presente il porticato e le botteghe dove si produceva e si commerciava. Al primo piano, il piano nobile, vi erano gli alloggi del conte e dei suoi familiari. All’ultimo piano, i magazzini per le merce e le stanze per i servi. Secondo alcune leggende, la casa ospita lo spettro del Conte Verde, talmente innamorato della sua magione da tornarci anche dopo la morte.

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Nichelino

Secondo una sorta di battuta diffusa in Piemonte, Nichelino (48.000 abitanti circa) è da sempre città di scarso valore. Questo deriva dalla possibile origine del nome: Nichelino deriverebbe infatti dal latino Nihil locus, cioè luogo da nulla o terra del nulla. Secondo questa ipotesi, in origine la città sarebbe nata come centro piccolo, posto nelle paludi tra Po e Sangone. Tuttavia, tale ipotesi è da tempo considerata errata. E’ stata infatti ritrovato un registro del 1278, riportante le tasse applicate a diverse zone, tra cui appunto quella dell’attuale Nichelino. Tale regione veniva chiamata Donaya e veniva considerata be urbanizzata e ricca, dotata di boschi e campi coltivati. In base a quanto riportato, tale zona aveva rendite fiscali che, seppur inferiori a quelle di altre, erano comunque di buon livello. A questo punto, diventa dominante l’ipotesi di Dante Oliveiri. Secondo lo studioso, Nichelino (Nichelinum) deriverebbe da Nicolino, nome proprio diminutivo di Nicola, da un abitante od una famiglia considerata importante.

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Savigliano

Nonostante il numero di abitanti limitati, Savigliano (21.100 abitanti circa) offre luoghi meritevoli di una visita. Come i poli di cultura, tra cui la Gipsoteca Davide Calandra. Ospitata dall’ex convento francescano nel centro della città, questa raccoglie le opere in gesso dell’omonimo scultore torinese, prima donate dalla figlia Elena poi dall’ordine di Malta, erede universale dell’artista dopo la morte dei suoi parenti prossimi. Muovendosi per i locali della Gispoteca, è allora possibile conoscere l’intera opera del Calandra, dalle creazioni di tema religioso (La Madonna del Sacro cuore o Il Benedetto Cottolengo), politico (la Statua di Pastorelli o Monumento al generale Arimondi) o verista (L’Aratro o Alla predica). Nelle sue vicinanze, la Chiesa di San Giovanni Battista: nonostante il nome, è un complesso d’edifici, composto da due chiese ed una confraternita. L’edifico più antica, una cappella, nasce intorno al Mille, costruita sulla base di edifici romani.

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Borgomanero

Secondo le leggende locali, Borgomanero (21.000 abitanti circa) nasce in seguito ai viaggi di un gruppo di popolani, denominati i Trözz’Orchi, i Tredici Orchi. Dopo un pellegrinaggio all’Isola di San Giulio, i Tredici cercano un luogo dove riposarsi. Il posto viene individuato sulle rive del vicino fiume Agogna, e da lì nascerà il primo nucleo dell’abitato. Ai Tredici la tradizione attribuisce l’invenzione del Tapulone, il piatto tipico locale. I viandanti lo avrebbero creato con i pochi cibi a disposizione: la carne della loro asina, il vino trasportato, i poveri condimenti a disposizione. Più realistica, la storia spiega come la città sia nata come Borgo San Leonardo, gruppo di case intorno alla chiesa con lo stesso nome. Tale abitato è citato nella Carta di Romagnano (1198) che spiega come il borgo godesse dei diritti di borgo franco, esentato cioè dagli obblighi di servitù e dalla sottomissione ai funzionari locali, e perciò dotato di autonomia ed influenza.

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