Pinerolo

Qualunque giro turistico di Pinerolo (36.000 abitanti circa) deve partire da Piazza Vittorio Veneto. Nota anche come Piazza Fontana, nasce nel primo Settecento, quando si eliminano le mura del Seicento, creando spazio per una città in espansione. Usata a lungo, fino al 1830, come piazza d’armi oggi Vittorio Veneto è sede del mercato di mercoledì e sabato. Inoltre, la Piazza ospita la statua del generale Brignone, eroe delle guerre d’indipendenza, creata dallo scultore Tabacchi. Nelle sue vicinanze, il Duomo, la Chiesa di San Donato. Di antica origine, compare nei documenti dell’Anno Mille, ha subito diverse ristrutturazione, che evidenziano alcuni suoi elementi. Al primo posto, i tre rosoni ed i tre portali della facciata, con il principale sormontato da una ghimberga.

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Chieri

Come altre città italiane, Chieri (36.300 abitanti circa) presenta un enigma legato all’origine del nome. L’ipotesi più probabile si rifà al termine celtico (lingua dei primi abitanti) Kari, cioè villaggio fortificato, ancora oggi presente nel dialetto Cher. Secondo alcuni abitanti, il nome della loro città è legato alle vicende di Federico Barbarossa. Nel 1154, dopo aver distrutto la città, l’Imperatore tedesco si rivolge ad essa, chiedendo: “Chi eri?” Posta nel Piemonte centro-orientale, Chieri è vista solo come città-industria, totalmente ed unicamente dedicata al tessile. Ciò non è vero: esplorando le sue vie, si trovano numerosi luoghi interessanti e meritevoli di una visita. Questa (almeno a livello virtuale) può comprendere la Chiesa di S. Leonardo Nuovo. La Chiesa nasce nel ‘400, come edificio a tre navate e colonne dalla forma affusolata, ingrandendo una cappella di origine più antica. Secondo gli storici, tale antico edificio era controllato dai Templari, che si dedicavano all’assistenza dei pellegrini diretta in Terra Santa.

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Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Nato nel 1991, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga si estende per circa 141.341 ettari. Come prevedibile, al centro del territorio vi è il Massiccio del Gran Sasso e le sue propaggini montagnose. La struttura amministrativa del Parco è inoltre testimonianza delle antiche vicende storiche della zona. Questo è infatti diviso in 11 distretti, molti dei quali basati su antichi conflitti o antichi proprietari. Così, il visitatore amante della storia può andare a conoscere il distretto Tra i due regni, che reca testimonianze delle antiche battaglie tra Regno delle Due Sicilie e Stato della Chiesa. Più pacifico, il distretto Grandi Abbazie consente di visitare le antiche chiese che punteggiano le sue terre. Infine, il distretto Via del Sale ricorda l’antico commercio, che da Roma portava il prezioso condimento nei borghi dell’Italia centrale.

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Casale Monferrato

Visitando la città di Casale Monferrato (35.900 abitanti circa), emerge subito il ruolo dominante del Castello, massiccia struttura militare. Questo nasce nel 1352, quando Giovanni II Paleologo decide di rinforzare le fortificazioni cittadine. A differenza di altre castelli d’Italia, il Castello di Casale ha un percorso inverso, cioè da fortezza diventa abitazione e poi di nuovo fortezza. Quest’ultima modifica è opera dei nuovi governanti, i Gonzaga, che mettono in atto una complessa ristrutturazione: i lati vengono rinforzati, si aggiungono torri di guardia e rivellini. Oggi, il Castello è pienamente visitabile, con elementi d’interesse come gli stemmi nobiliari ed i camminamenti del lato ovest. Se il Castello è simbolo di potere militare, il Teatro Municipale è quello della vita culturale. Nato dopo la chiusura del vecchio Trincotto, il Municipale subisce diverse disavventure, tra cui un incendio e problemi di gestione.

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Il turismo punta sulla promozione e sulla sostenibilità

Stimolato dal governatore Giuseppe Scopelliti, che detiene la delega al Turismo, il dipartimento regionale del turismo, diretto da Raffaele Rio, ha avviato negli ultimi mesi delle iniziative volte a migliorare l’immagine della regione Calabria per promuovere il turismo, facendo leva sul dinamismo dei tour operator, per offrire maggiori servizi d’accoglienza per i turisti. Il presidente Scopelliti, da parte sua, dopo aver fatto un’attenta pianificazione nell’ambito del settore turistico della regione, continua a vigilare sull’operato degli addetti al lavoro. Per pubblicizzare la regione è stata ideata una nuova campagna di comunicazione che sarà trasmessa sui canali nazionali e internazionali attraverso la diffusione di spot tv e messaggi promozionali sui finger degli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano, che saranno presenti anche nelle metro e sugli autobus di diverse città italiane. La stessa Regione ha supportato l’offerta dei cataloghi di promocommercializzazione proposti dai tour operator stranieri, aprendosi così verso il mercato tedesco, russo e polacco.

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Venaria Reale

Piccole dimensioni e grande offerta: la città di Venaria Reale (34.000 abitanti) presenta un’arte democratica, dove sia le dimore del popolo che i palazzi della nobiltà. Le prime sono concentrate nel Centro Storico. A progettarlo, tra il 1667 ed il 1690, l’architetto di Castellamonte, a cui viene chiesto di realizzare una scenografia, un disegno urbano pensato per esaltare la Reggia (simbolo del potere) legandola al borgo (la zona di produzione economica). Inoltre, visto dall’alto, il Centro storico ricorda il Collare dell’Annunziata, antica medaglia della nobiltà Sabauda, con la Piazza dell’Annunziata a ricordare il medaglione. Proprio la pizza è un esempio eccellente di architettura barocca, con bellezza ed equilibrio formale spinti all’estremo. Ecco che da un lato vi è la Chiesa della Natività di Maria Vergine, dall’altro l’Ospedale civile, sorta di contrappeso architettonico.

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Mondovì

La città di Mondovì (22.700 abitanti circa) nasce nel primo Medioevo, verso la fine del 1100. La sua origine è da ricercare nella necessità di sicurezza dagli invasori e, soprattutto, dal desiderio di affrancarsi dal potere feudale. Ecco allora che, dopo l’ennesimo attacco, gli abitanti di Bredolo, antica contea carolingia, fondano una nuova comunità. Il nome della città ricorda la vicinanza colla città di Vicoforte: Mondovì deriva infatti da “Ël Mont ëd Vi”, cioè il monte di Vicoforte: Borgo Piazza, la parte più antica della città, era estremamente vicina alla città di Vicoforte, con cui ha ancor oggi solidi legami. Passeggiando per la città, si può notare la Sinagoga di Mondovì. Nata nel 1700 come conseguenza della segregazione voluta da Vittorio Amedeo II, è spoglia all’esterno e ricca all’interno. Così, tra le quattro differenti camere ci sono diversi elementi interessanti: le cornici, l’Arca Santa, le Tavole della Legge e la Menorah, il Candelabro Sacro.

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Alba

Cuore delle langhe Alba (31.000 abitanti circa) ha una storia lunga ed interessante. Forse, il momento di sviluppo maggiore è il Medioevo: gli abitanti mettono a frutto il benessere economico ottenuto grazie ai commerci, dotando la città di monumenti e palazzi. Come accade a numerose città d’Italia, il bello ed i luoghi d’interesse di Alba sono concentrati nella parte più antica della città. Attraversandolo, si notano edifici come il Palazzo degli uffici giudiziari, creato dagli architetti Isola e Gabetti, sorta di enorme opera d’arte moderna nata dalla pietra di Langa. O come Via Cavour, sorta d’immersione nella città medievale, con l’Istituto Magistrale, costruito sulle fondamenta della Chiesa di San Francesco, la Casaforte Riva e la Loggia dei Mercanti: tre grandi archi esterni al di sotto del livello della strada e tre arcate minori.

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“Italia Nostra” lancia un’iniziativa per risollevare il Tirreno

L’associazione ambientalista Italia Nostra propone un’iniziativa volta a sensibilizzare le istituzioni per risollevare le sorti delle spiagge del Tirreno dopo la bocciatura di Lagambiente che non ha assegnato nessuna bandiera blu al litoreale tirrenico per la qualità del mare e dei servizi. Rispetto allo Ionio, il mare Tirreno non ha ricevuto alcun attestato di balneazione sicura, neanche le località illustri sono state accreditate dalla commissione della Fee Italia. Un risultato impietoso che avrà un gravoso impatto sull’economia del territorio, visto che la mancata certificazione di servizi e spiagge di qualità spinge i villeggianti verso altre destinazioni per le vacanze. Italia Nostra ribadisce la sua preoccupazone nei confronti del ritardo organizzativo che registrano le amministrazioni comunali locali nel settore turistico-balneare.

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Fossano

Nonostante non sia una delle grandi città italiane, Fossano (24.000 abitanti circa) ha i suoi assi della manica, bellezze che la rendono meritevole di una visita. Probabilmente, il tratto più caratteristico della città è il centro storico. Nonostante sia considerato un blocco unico, il centro di Fossano è diviso in due zone distinte. Al moderno Borgo Piazza, completato a fine ‘700, si affianca il Borgo Vecchio, la parte più antica della città, ricca di palazzi ed altre testimonianze d’epoca medievale. Tra queste, viale Mellano, che offre una vista spettacolare delle vicine Langhe, viale Bianco, che invece consente di godere delle Alpi e del Monviso ed i resti delle antiche mura. Nobile ed isolato, il Castello dei Principi d’Acaja sorge nell’omonima piazza cittadina. La struttura nasce per volere di Filippo I d’Acaja, che si fa costruire una struttura gotica, dove il mastio centrale quadrato viene difeso da torri agli angoli.

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