Il comune di Buonvicino, in provincia di Cosenza, con il patrocinio della Regione Calabria, si concentrerà nei prossimi giorni sull’astronomia, proponendo degli incontri per incoraggiare la difesa del paesaggio e valorizzare parallelemente il patrimonio offerto dalla volta celeste. Un evento culturale che, quindi, vuole promuovere la conoscenza, valorizzando anche il patrimonio storico del proprio territorio. Questo proponimento accompagnerà le iniziative organizzate a partire da martedì 29 maggio e per i giorni seguenti. Infatti, il 29 maggio sarà accolto a Buonvicino l’astronomo Antonio Pepe il quale, attraverso le sue spiegazioni e le videoproiezioni, farà conoscere i Pianeti del Sistema Solare, le Stelle, le Costellazioni, le Comete e le Meteore; durante la stessa serata interverrà anche l’astronauta Umberto Guidoni, una presenza autorevole che descriverà la sua personale esperienza nelle missioni spaziali, raccontando alcuni aneddoti sulla vita a bordo dello Space Shuttle. L’incontro terminerà con l’osservazione del cielo per individuare i corpi celesti servendosi di telescopi professionali e binocoli astronomici.
Spettacoli
“Schizofrenia del Due”: l’appuntamento delle domeniche musicali
Un altro incontro è previsto per questa domenica 20 maggio alle ore 20.00 presso la galleria d’arte di Cosenza, sita in via Monte San Michele. Questo appuntamento si inserisce nel programma degli incontri delle domeniche musicali di Terrain Vague, infatti, è la quarta domenica in cui si ospita tale manifestazione e per l’occasione si esibirà il Duo Concorde con l’accompagnamento di Daniela Piraino. Durante la serata verrà presentato lo spettacolo intitolato “Schizofrenia del Due” un dialogo che si caratterizza per un ritmo serrato e per i suoi toni deliranti, derivati da una personalità dalla doppia natura di uno dei protagonisti. La performance si gioca molto sul rapporto delle diverse ambivalenze che la realtà presenta; un dialogo in cui la musica, realizzata da Daniela Piraino, e le parole si accompagnano fornendo una diretta e veritiera testimonianza del rapporto eterno che da sempre unisce due dimensioni: cielo e terra, dove tutto inizia e finisce attraverso un continuo e costante scambio di partecipazione.
Lo spettacolo teatrale “Gaber se fosse Gaber”
“Gaber se fosse Gaber” è il titolo dello spettacolo teatrale prodotto dalla Fondazione Gaber, organizzato dall’Associazione Grandi Eventi Teatrali grazie all’impulso diretto di Armando Praticò; l’evento vede anche il Patrocionio del Consiglio della Regione e dell’amministrazione Comunale. Lo spettacolo teatrale trae spunto dalla stessa produzione del cantautore milanese, prendendo come proprio modello d’ispirazione il periodo del “teatro canzone”: si tratta comunque di un ingresso a punta di piedi nella vita dell’artista. Lo spettacolo è stato curato da Andrea Scanzi, di cui si evidenziano le grandi capacità per aver proposto in maniera familiare il mondo del cantautore, suscitando nel pubblico, attraverso delle acute osservazioni, un momento di riflessione. “Gaber se fosse Gaber” è quindi un’occasione di approfondimento e di riflessione per gli spettatori che potranno così conoscere gli ingredienti fondamentali di quella forma di teatro canzone che ha consacrato il grande successo di Gaber, facendolo diventare un punto di riferimento per diverse generazioni, anche dopo la sua scomparsa.
Enzo Iacchetti e Giobbe Covatta insieme a teatro
Quattro appuntamenti, dal 26 al 29 aprile tra Cosenza e Crotone, sono stati messi in tabellone in Calabria per presentare al pubblico l’esilarante spettacolo teatrale di Enzo Iacchetti e Giobbe Covatta dal titolo significativo “Niente progetti per il futuro”. Si tratta di una pièce teatrale che affronta temi di natura sociale con l’intento di raccontarli con toni surreali, cercando di sdrammatizzare, attraverso la leggerezza e la paradossalità, le asperità che coinvolgono la realtà presente. Vengono portati sulla scena alcuni temi attuali, e preoccupanti, che affliggono la società contemporanea, gettandola in una condizione di sconforto e di crisi: valori perduti o sgretolati, egoismo ed impoverimento spirituale. L’ambientazione dello spettacolo è data dalla presenza di un ponte pedonale della periferia di una grande città, sul quale si incontrano due aspiranti suicidi, che si trovano così legati, in una situazione quasi tragicomica, dal comune proposito di porre fine alla propria esistenza: unico elemento che unisce i due protagonisti, che in seguito si riveleranno essere molto diversi tra loro. In una società in crisi, dove i legami umani si annullano quasi completamente, due aspiranti suicidi si incontrano inaspettatamente ed iniziano a discutere e confrontarsi.