Le sue origini non risalgono ai primordi del neolitico, alle conquiste dei Romani e nemmeno all’oscurantismo del medioevo. Latina è, infatti, una delle più giovani città d’Italia, fondata dopo che la sua zona, l’Agro Pontino, fu bonificata dalle paludi malsane colme di nidi di zanzare anofele per ordine di Benito Mussolini. La sua pianta e le sue strutture infatti seguono il tipico stile razionalista e futurista ben conosciuto e diffuso ai tempi del Fascismo. Il suo primo nome fu Littoria, ma non fu una città voluta dal despota italiano, tanto che all’inizio avrebbe voluto solamente che la zona si trasformasse in un’area agricola. Cambiò il nome con la fine della guerra e della dittatura, cosa che sembrò portargli bene dato che tra gli anni ’60 e ’70 il boom economico la trasformò in un vero e proprio centro industriale, tanto che Enrico Mattei volle costruirvi una centrale nucleare, oggi quasi del tutto smantellata. Con la fine della Cassa del Mezzogiorno negli anni ’90, Latina ha conosciuto una crisi nera che solo ora comincia a superare grazie all’agricoltura, al terziario ed al turismo.