Cosa vedere a Trani

Cosa vedere a Trani

Programmare una vacanza a Trani include pianificare un itinerario delle cose da vedere a Trani ovvero i monumenti ed i luoghi più interessanti. Trani è una città dal passato millenario che si fregia di un notevole patrimonio artistico, monumentale nonchè architettonico. Cominciamo dunque con l’illustrare alcuni dei luoghi d’interesse come la Cattedrale di San Nicola Pellegrino ovvero uno dei punti di riferimento più importanti della città, tale edificio religioso fu edificato in epoca normanna e vi sono state custodite, all’interno della cripta, note reliquie. Si può oggi ammirare il reliquiario del XVIII secolo (nel Museo Diocesano) ed un dipinto ovale che raffigurano la Santa Februonia di cui la cattedrale avrebbe ospitato le spoglie. Proseguiamo con il Monastero di Colonna, tale edificio fu fondato tra la fine del sec XI e l’inizio del XII, dal nobile tranese Goffredo Siniscalco. Ne ammiriamo la facciata in cui spicca il rosone finemente lavorato mentre all’interno osserviamo il Crocifisso ligneo del XV secolo. Si ammirino anche i chiostri ed il cortile. Inoltre dovremmo inserire fra le tappe del tour di Trani le sinagoghe.

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Quando e come andare a Trani

Quando e come andare a Trani

Organizzando un viaggio in Puglia, per la precisione una visita a Trani dovremmo porci delle domande, per esempio: dove alloggiare? Dove mangiare? Ma anche quando visitare Trani e come raggiungere Trani? In quest’articolo ci occupiamo di rispondere al quando e come. In materia dunque di clima diciamo che Trani come la gran parte del territorio costiero delle Puglia presenta un clima temperato con quindi estati decisamente calde e temperature invernali non troppo rigidi, quindi un clima tipicamente mediterraneo, ovviamente prevalentemente umido. Ne conviene che per via del suo essere città sul mare si consiglia di recarsi a visitare Trani d’estate anche perchè le precipitazioni in questa stagione sono assai sporadiche. In alternativa possiamo scegliere di recarci a Trani non in base al clima ma in base alle feste tipiche tranesi quindi potremmo ad esempio scegliere il periodo della Settimana Santa quando si tengono rievocazioni e festeggiamenti.

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Guida Turistica Trani

Guida Turistica Trani

Trani è un comune pugliese che insieme a Barletta ed Andria costituisce la provincia BT oltre ad essere una bellissima cittadina ricca di storia e luoghi interessanti. La cittadina di Trani si trova sulla costa adriatica nell’antica foce di un fiume che ha dato luogo ad un’insenatura, alle sue spalle si estende una pianura fino ai piedi delle terrazze della Bassa Murgia. La vera caratteristica però del territorio in cui Trani si estende è costituito dalla geologia poichè Trani è famosa anche per la lavorazione della pietra calcarea. Questa morfologia geologica fra l’altro varia in direzione della costa sud dove si trova una conformazione geologica formata da Falesie mentre verso settentrione l’entroterra si fa meno roccioso e più umido a causa della presenza del fiume Ofanto. Da un punto di vista storico l’allora Turenum, Trani, conobbe il suo primo insediamento nel IX sec. da parte dei longobardi a cui si susseguirono i bizantini e divenne nel XI sec. una delle più potenti sedi di vescovado.

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Dove mangiare a Trani

Dove mangiare a Trani

Cucina semplice e sapori genuini: è la gastronomia pugliese. In questo caso ci riferiamo ad una cucina pugliese in particolare ovvero quella tranese. La cucina di Trani nel rispetto della tradizione presenta i sapori tipici pugliesi che si compongono di pane fragrante, profumato olio d’oliva, ortaggi e pescato freschissimi, piccanti peperoncini rossi, aglio sfrigolante e pomodori maturi. Questi sono solo alcuni dei prodotti tipici di Trani. Dunque fra i piatti tipici troviamo le strascenate (un tipo di pasta) con le cime di rape soffritte in olio, aglio e peperoncino e poi il pesce crudo altra specialità che qualcuno crede essere esclusiva del Giappone. Gli amanti della carne non possono non provare gli “gnemerìidde” ovvero spiedini a base di budella d’agnello, un piatto saporitissimo seguito da un dolce come una zeppola oppure da una specialità salata come i taralli accompagnati ovviamente da un bicchiere di Moscato di Trani che si ottiene dall’uva passita quindi un vino molto dolce.

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Guida Turistica Genova

Guida Turistica GenovaIl suo nome, molto probabilmente, in Etrusco significa Città Nuova. Genova, al tempo, ovvero 5000 anni prima di Cristo, Kainua, nacque come un avamposto degli Etruschi, dei quali sono stati ritrovati dei manufatti all’interno della città, dal centro alla periferia. Secondo i Romani, la città era consacrata al dio Giano in quanto, proprio come la divinità, Genova ha due facce, dove una si rivolge melanconica verso il mare, mentre l’altra arride verso la pianura. Città multiculturale fin dagli albori, come una località di mare dovrebbe essere, Genova ha una storia gloriosa, fatta di dominio e controllo regionale, rinforzati questi due dalle sue incredibili capacità diplomatiche e dal suo ricchissimo commercio. Rimasta neutrale a guerre, battaglie e fazioni per molti secoli, dovette cedere sotto gli influssi della Rivoluzione Francese prima, delle invasioni di Napoleone dopo. Dopo tal periodo, l’indipendenza non giunse più, dato che con la fine del periodo napoleonico, divennero territorio savoiardo nel Regno di Sardegna, per poi chiaramente annettersi al neonato Regno d’Italia.

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Traghetti per la Sardegna

Sempre più italiani scelgono l’Isola d’Elba come mete delle proprie vacanze e in questa splendida isola non esistono solamente località per vip, ma anche possibilità alla portata di tutti. Per una tranquilla vacanza in famiglia, magari partendo in automobile dalla propria città, il traghetto costituisce sicuramente il mezzo più comodo e per questo più utilizzato ogni anno … Leggi tutto

Guida Turistica Lecco

Guida Turistica LeccoVive lassù, tra i monti e le pianure padane, ma in molti in Italia paiono non sapere nemmeno della sua esistenza. Eppure Lecco è una città con una storia molto ricca e molto importante, avendo origini che risalgono a due millenni prima di Cristo, le quali poggiano le propria radici nella cultura dell’Età del Ferro di Golasecca e nell’arrivo, quattro secoli più tardi, dei Celti dal Nord Europa. Divenne un fortino romano a difesa di Mediolanum (Milano), ma a dir la verità, forse un po’ come oggi, la Repubblica e l’Impero (a fasi alterne) quasi erano all’oscuro della sua esistenza. La sua importanza e la sua fama però aumentarono durante il medioevo, periodo nel quale Lecco divenne una sede fortificata dei Carolingi, fino a che Ottone I non la consegnò di fatto al potere dell’Arcivescovo di Milano. Proprio per questa sua nuova “alleanza”, entrò in una guerra durata ben dieci anni contro i nemici di Milano, la quale portò Lecco ad attaccare quella che diventerà la sua rivale storica, Como, ad assediarla ed infine ad incendiarla. Tradì la città alleata, che in realtà la dominava, alleandosi a Federico II nipote del Barbarossa, ma per questo il capoluogo lombardo la attaccò e distrusse gran parte della città. Purtroppo per Lei, Lecco fu sede di moltissime dominazioni da quel momento in poi, prima fra tutte quella Spagnola e quella Austriaca, ma ritrovò il suo orgoglio partecipando in maniera particolarmente attiva al Risorgimento Italiano, riscuotendo la propria libertà e l’indipendenza dell’Italia che stava per nascere.

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Guida Turistica Loira

Guida Turistica LoiraQuando si parla della Loira non si può non parlare dei suoi famosissimi castelli. Divenuto oramai uno dei connubi più famosi al mondo, la Valle della Loira raccoglie al suo interno quasi 300 castelli, considerati patrimonio mondiale dell’umanità dall’ Unesco. Sarebbe impossibile, o comunque difficoltoso, elencare qui di seguito il nome di tutti i castelli e, sebbene ognuno di esso merita in realtà di essere scoperto dall’occhio curioso del turista, noi ci limiteremo a citarne solo alcuni. Meravigliosamente incastonato nel quartiere medievale di Nantes, il castello dei Duchi di Bretagna, restaurato e riaperto al pubblico nel 2007, oggi accoglie al suo interno un museo che ripercorre la storia della città, consentendo al turista di scoprire le sue meraviglie, ben osservabili anche attraverso una passeggiata lungo il circuito delle mura o in cortile. Un panorama a cui non si può rinunciare.

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Cosa vedere a Barletta

Cosa vedere a Barletta

Trovandoci a visitare Barletta ci sono dei luoghi d’interesse che non dovremmo assolutamente perderci, si tratta in generale di una bellissima città molto interessante con tantissimi monumenti antichi che testimoniano il ricco passato di eventi significativi che hanno contribuito allo sviluppo della città che oggi noi visitiamo. Fra i luoghi interessanti di Barletta che non dovreste perdervi citiamo il Colosso ovviamente, uno dei suoi monumenti principali e più famosi, trattasi di una statua di bronzo alta circa cinque metri del IV secolo d.C. Proseguiamo con la Cattedrale di Santa Maria Maggiore costruita nel 1140. Da non perdere il Castello Svevo del 1259 che fu dimora dei Manfredi. Un luogo decisamente suggestivo è il Porto, da non perdere. Inoltre fra le cose da vedere a Barletta troviamo: il Palazzo della Marra risalente al quattrocento di cui ammiriamo il portale decorato ed il Museo civico Giuseppe De Nittis dedicato al celebre pittore e che aveva sede nell’ex convento di San Domenico.

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Guida Turistica Linguadoca-Rossiglione

Guida Turistica Linguadoca-RossiglioneLa regione Linguadoca- Rossiglione si estende nella parte meridionale del territorio francese presentandosi come il territorio-esaltazione dell’arte e della cultura. Al suo interno, infatti, contiene ben sei siti nominati patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco, ovvero: Pont du Gard, il Canal du Midi, la città fortificata di Carcassone, i Camini di Santiago de Compostela, le Cévennes, e le fortezze di Vauban. Pont du Gard, costruito durante l’Impero di Claudio e Nerone, oramai è simbolo della dominazione romana, e uno degli acquedotti meglio conservati al mondo considerando i suoi 275 metri di lunghezza e 48 metri di altezza. Straordinario e senza eguali, il Canal du Midi, uno dei pochi canali europei ad essere ancora attivo. Definito dall’Unesco “una delle realizzazioni di ingegneria civile più straordinarie dell’era moderna”, la sua realizzazione durò ben 14 anni e richiese la collaborazione di quasi dieci mila operai. Con l’intento di collegare il Mediterraneo all’Atlantico, il canale si presenta agli occhi curiosi del turista quasi come un’opera d’arte: per chilometri il corso d’acqua viene contenuto da due colonnati di alberi e piante, ben 45 mila.

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